"Mirate in alto, calciate lontano: se andate a caccia di stelle può darsi che non le troviate, ma non tornerete con un pugno di fango".(Gibran)

giovedì 27 novembre 2008

30000

Alla fine dell’800 inizio ‘900 l’acqua fu considerata come la prima azione sanitaria. Di qui una grande operazione da parte della società civile affinché tutti avessero l’acqua e tutti avessero acqua di buona qualità anche a fronte delle numerose morti di bambini di gastroenterite. L’acqua pubblica fu un elemento di garanzia per il cittadino poiché l’acqua che sgorgava era acqua potabile, acqua buona e controllata e solo il pubblico poteva garantirlo poiché solo il pubblico era capace di fare questi investimenti perché esente da profitti e manipolazioni.

Profitto significa selezione, chi ha soldi può accedere chi non ne ha è escluso.

La differenza tra privato e pubblico è proprio questo: il profitto. Il profitto può essere realizzato aumentando le tariffe, diminuendo le manutenzioni e quindi peggiorando il servizio o anche licenziando i dipendenti. Tutte situazioni che aggravano l’importante funzione propria dell’acqua.

Questa è la cultura che si sta diffondendo nella nostra società. L’acqua scarseggia i nostri avi, la gente comune, il “Pensar sensato” direbbe: “Ridistribuiamola”. Invece la politica, di qualsiasi colore essa sia, vuole che la regoli il mercato. Né fa oggetto di mercato così sarà il mercato a stabilire chi potrà averla e chi no.

La Legge 6 agosto 2008, n. 133 "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria" all’art.23 bis intende privatizzare l’acqua e sottoporlo alle regole del mercato.

Il decreto 23 bis
Il decreto legge, il 23 bis è intitolato "Servizi pubblici locali di rilevanza economica", nel testo si legge:

"2. Il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali avviene, in via ordinaria, a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite[...]

5. Ferma restando la proprietà pubblica delle reti, la loro gestione può essere affidata a soggetti privati.[...]

(10. d.) tutti i servizi pubblici locali di rilevanza economica in materia di rifiuti, trasporti, energia elettrica e gas, nonché in materia di acqua."

Ogni giorno muoiono 30000 persone al mondo per mancanza di acqua. Nel 2025 la domanda sarà del 56% superiore alla disponibilità. Per rispetto a tutti coloro che non hanno la nostra fortuna dobbiamo impegnarci affinché almeno sull’elemento più prezioso che abbiamo non si speculi.

giovedì 16 ottobre 2008

La regola del mercato

Ci sono paesi che riescono a produrre grandi quantità di materiale a basso costo. Cina e India non hanno concorrenti. I governi rivali si sforzano di cercare una politica che possa in qualche modo contrastare l’irrompente potere che questi paesi hanno sul mercato globale.

Sono inutili le politiche ostruzionistiche, chi opera nel settore conosce bene quali sono le regole del mercato, alcune di queste possono tornarci utili se solo la nostra economia facesse affidamento su persone preparate.

La classifica degli uomini più ricchi di Italia stilata da Forbes vede al primo posto Del Vecchio di Luxottica mentre al secondo i Ferrero. Non è un caso. Teconologia ed Esclusività sono elementi essenziali nel mercato. I paesi che hanno tecnologia da vendere non hanno rivali. Un esempio l’abbiamo anche noi in Italia con la fabbrica di impianti a Led a Torraca in provincia di Salerno.

Questa azienda ha brevettato dei particolari impianti di illuminazione che consentono un risparmio superiore al 50% dei sistemi attualmente in uso. Paesi stranieri stanno convertendo le proprie città a questo sistema.

Ci sono due regole a cui nessun paese con alcun metodo può sfuggire: L’esclusività e la tecnologia. L’Italia nei sui prodotti tipici non ha rivali in mercato. Il buon vino italiano non può essere imitato né da Cina né da qualsiasi altro paese, la stessa cosa vale ad esempio per la mozzarella di bufala o il pomodoro si San Marzano. Ma se i prodotti tipici non vengono tutelati e incentivati, per quanto riguarda la tecnologia, salvo casi sporadici pocanzi citato, è inesistente. Quindi è necessario che lo stato investi nella ricerca e in particolar modo nella ricerca a soluzioni di problematiche attuali.

Non è un caso che Del Vecchio e i Ferrero siano gli uomini più ricchi di Italia: Tecnologia ed Esclusività.

domenica 28 settembre 2008

Gioco da bambini

Non ricordo bene come si chiamasse ma ricordo che il bimbo che lo dirigeva metteva il braccio in avanti con il palmo rivolto verso il basso, e poi chiamava i gusti: “torta al gelato con limone!” e tutti i bambini a cui piaceva la torta a gelato col limone correvano verso il braccio teso a mettere il dito sotto il palmo. Mettevo sempre il dito accanto a quello della bambina di cui ero innamorato. Uno dei tanti modi per farmi notare.

Non continuammo per molto a fare questo gioco, anche perché diventammo grandi. Ma se per alcune scelte avevo dei dubbi che mi portavano a seguire la persona a cui volevo bene, sulla scelta del colore non potevo mentire. Il mio colore preferito era il giallo e le nostra corsa si divise.

Tutt’ora ritengo che il giallo mi affascini in un modo particolare e le opinioni hanno altre materie, col tempo più chiare. Così mi ritrovo in discorsi su holding create per frodare il fisco, tangenti, corruzioni da parte di esponenti politici. La mia corsa sarebbe stata verso il braccio che avrebbe condannato queste persone. “Tu, al loro posto, avresti fatto la stessa cosa!” mi accusano. Ma una volta unito il dito sotto il palmo la scelta è fatta, non puoi più trattare. Se io facessi la stessa cosa dovrei essere punito. Ci sono delle scelte a cui non si può sfuggire, queste non sono discutibili. Non hanno delle attenuanti né delle deroghe.

Creare società fittizie per far uscire denaro dall’Italia è un reato e dovrebbe essere punito, allo stesso modo pagare tangenti per avere appalti pubblici. Concorrere con la mafia o corrompere i giudici.

Ma ascoltando l'opinione di molti capisci che una cosa è vera: quando si è giovani si è più onesti, col crescere si diventa molto più opportunisti. E in fondo quello era solo un gioco da bambini.



martedì 23 settembre 2008

La picchiata

Alitalia è costata ai consumatori in dieci anni 5 miliardi e 187 milioni di euro, già l’anno scorso parlavamo nel post “Nel Blu dipinto di Blu” del super stipendio dell’allora amministratore delegato Cimoli. Stipendio di gran lunga maggiore dei sui colleghi stranieri dirigenti di compagnie di bandiera in attivo. Neppure chi ha succeduto Cimoli ha avuto uno stipendio misero. Maurizio Prato in una denuncia fatta dal Codacons avrebbe guadagnato 326.414 euro in cinque mesi, pari a 2.170 euro al giorno, malgrado la situazione in cui versa la compagnia.

Si parla di italianità, di patria, di patriottismo, a farlo sono coloro i quali hanno ridotto una grande compagnia aerea in questo stato, nel 2001 un’azione dell’azienda valeva 8,5 euro mentre oggi ne vale 0,4. Esemplare è un’affermazione di Aldo Cazzullo sul Corriere della sera Magazine: "Far fallire una compagnia aerea a lungo quasi monopolista non era impresa facile. I sagaci amministratori dell'Alitalia ci sono riusciti benissimo; anche perché il loro compito non era gestire un'azienda con criteri di mercato, bensì garantire i loro mandanti politici con assunzioni ed elargizioni." (10 aprile 2008).

L’azionista di riferimento con il 49,90% è il ministero dell’Economia e delle Finanze, il suo esponente Giulio Tremonti, che credo sia uno dei responsabili del fallimento Alitalia, se ne vede a starsene alla larga dalla vicenda visto che le dichiarazioni le rilascia il ministro del welfare Sacconi.

Alla vigilia delle ultime elezioni c’era la possibilità di disfarsi della compagnia cedendola all’Air France società in attivo nello stesso settore, l’occasione fu strumentalizzata incoscientemente durante la campagna elettorale con il conseguente ritiro dell’offerta. La società francese si sarebbe fatta carico anche dei debiti di Alitalia. Successivamente viene elargito un prestito detto “Ponte” di 300 milioni di euro dal governo con conseguente apertura di una procedura di infrazione da parte della commissione europea nella quale si ipotizzano presunti aiuti di Stato contrari alle regole dell'Unione in materia di concorrenza. L’offerta della soluzione politica CAI è stata bocciata da alcune sigle sindacali, tra cui CGIL, ed ora la situazione è peggiorata.

Più di cinque miliardi di euro e questi signori non sono stati in grado di salvare Alitalia, bastava inserire la compagnia in un circuito internazionale di partenariato e almeno alla fine, quando si è trovata in uno stato di coma profondo non continuare a colpirla.

lunedì 8 settembre 2008

La ricerca della felicità


Prosperità e benessere nella nostra società vengono misurate in termine di Pil. Ma seppur questo indice aumenta non riscontriamo giovamento nello standard di vita della comunità che tende a diminuire. Paradossalmente la crescita del Pil può essere provocata da capannoni dismessi, da un aumento della criminalità, dalle catastrofi naturali e dalle guerre. Fortunatamente l’Unione Europea sta studiando un nuovo indice più concreto da sostituire al primo. Il Gpi è un indicatore che misura il livello qualitativo della vita in una nazione, sembra più utile, non è recente e dal 1970 è iniziato a decrescere. L’indice Fil misura la Felicità Interna Lorda, è stato coniato dal re del Bhutan e poggia su quattro pilastri: la promozione di uno sviluppo equo sostenibile, la preservazione e la promozione dei valori culturali, la conservazione dell’ambiente e il buon governo. Proprio quest’ultimo, seppur può sembrare ironico, ha un gran significato poiché mira ad aumentare la felicità piuttosto che la crescita economica, pone la persona al centro dello sviluppo riconoscendo che l’individuo ha bisogni di natura materiale, spirituale ed emozionale.

Nel Marzo del ’68 Robert Kennedy tenne un discorso sul Pil molto riflessivo, tre mesi dopo fu assassinato durante la sua campagna elettorale. Sarebbe stato eletto presidente degli Stati Uniti.


Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell'ammassare senza fine beni terreni.

Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell'indice Dow-Jpnes, nè i successi del paese sulla base del Prodotto Interno Lordo.

Il PIL comprende anche l'inquinamento dell'aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.

Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle.

Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.

Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l'intelligenza del nostro dibattere o l'onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell'equità nei rapporti fra di noi.

Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.

Può dirci tutto sull'America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani. (Robert Kennedy)