"Mirate in alto, calciate lontano: se andate a caccia di stelle può darsi che non le troviate, ma non tornerete con un pugno di fango".(Gibran)

domenica 30 dicembre 2007

Mamma economy


Parlare di economia è estremamente complicato, farla è lo è ancora di più. Lo dimostrano dati e statistiche che puntualmente vengono pubblicate a fine anno, ve le risparmio. Il costo della vita aumenta. Aumentano luce, gas, alimenti e il cenone di fine anno sarà più snello. L'Italia arretra in classifica rispetto ad altri paesi più evoluti con l'entrata di alcuni paesi in via di sviluppo. A governare le più alte cariche dell'economia ci sono stati negli ultimi anni a questa parte, a detta degli esperti, super ministri e illustri personaggi. Eppure l'economia non decolla.
Chi invece gestisce al meglio la crisi economica che cade a cascata sulle famiglie sono le mamme che non possono sforare il bilancio. Cosa farebbe una mamma al posto del ministro dell'economia per risolvere la crisi economica? Non so dirvelo eppure credo che la semplicità e la logica delle madri possa aiutarci molto.
Non pochi giorni fa lessi una soluzione proposta dall'ex ministro dell'economia Tremonti per fronteggiare la crisi dei mutui. La sua proposta era quella di dare contributi alle banche che avrebbero agevolato chi avesse contratto un mutuo a tasso variabile. Ragionando con logica e semplicità la cosa più ovvia se si voglia aiutare chi ha contratto un mutuo variabile è quella di aiutare direttamente le persone che hanno sottoscritto un mutuo. Questo sistema di dare soldi pubblici a grandi gruppi per aiutare i più deboli non mi convince e credo non convinca neppure le mamme. Più recentemente, di egual portata, è stata la proposta del ministro del lavoro Damiano che voleva destinare soldi dell'INAIL alle aziende affinché investissero nella sicurezza dei lavoratori. Poi c'è il problema precariato. Una buona economia quindi stabile e duratura non può basarsi sul precariato come oggi accade in Italia ma deve basarsi su certezze e programmi, cose che piacciono molto alle mamme.
Ed infine c'è il problema degli investimenti e dello sviluppo. La maggior parte dell'economia italiana si basa su contributi che lo stato eroga alle aziende, le norme dell'unione europea in materia di concorrenza sleale non hanno attenuato il metodo. Per dirla più semplicemente la maggior parte delle aziende italiane vivono fino a quando hanno contributi statali, se questi cessano, le aziende chiudono. Sto pensando davvero che una mamma come ministro dell’economia sia più capace di qualsiasi altra persona.


venerdì 7 dicembre 2007

Tutto in una notte


Partecipai nel 2005 alla notte bianca a Napoli, fu un bellissimo evento. Ricordo Baglioni intonare Sabato Pomeriggio alle tre di notte, Tony Esposito in Via Nazionale, il Peter’s Gospel Choir alla Galleria Umberto I e poi ancora danza, balli, spettacoli, Pino Daniele e tanti altri artisti conosciuti e meno.

Furono pochi i disordini tanto che nei giorni successivi i vertici delle istituzioni si vantarono per l’organizzazione e l’ottima riuscita della manifestazione. Ed in effetti fu così, una emozionante nottata con tantissima gente e ricca di divertimenti.

Il conto però fu pagato pochi mesi dopo. La regione Campania non aveva soldi per pagare le spese sanitarie e la colpa fu attribuita a quella costosa nottata. Si propose di aumentare l’Irpeg o Irap alle imprese, cosa che io ritenni assurdo poiché una gravosità di tasse ad imprese metteva a rischio eventuali investimenti futuri in una regione già poco sviluppata.

A Salerno la impropriamente detta Notte Bianca (la manifestazione si è chiamata Notti di Luci) ha avuto la giornata inaugurale l’8 Novembre, in cui alle attività commerciali si è data la possibilità di rimanere aperti fino a mezzanotte, terminerà il 31 Gennaio. In questo periodo la città è illuminata con luci particolari e suggestive. E’ costata 49000 euro solo per spese pubblicitarie e 488400 euro per le luci d’artista. Riguardo al successo o meno della giornata inaugurale credo che un po’ di afflusso in più ci sia stato in città rispetto agli altri giorni. Ma il fallimento è scaturito dalla mancata partecipazione della categoria dei commercianti. Infatti nei giorni precedenti all’evento l’associazione che li rappresenta ha manifestato il non gradimento al prolungamento dell’orario di chiusura. In passato, ricordo che erano i commercianti ad abbellire le città con le luminarie.

In altre città le manifestazioni natalizie si protraggono per tutto il periodo natalizio. A Bari, forti anche della festa del patrono che ricorre il 6 Dicembre, ci sono iniziative tutti i giorni. Qualcosa di più partecipativo avviene al Centro del Molise dove, con interesse dei commercianti dall’inizio di dicembre fino al giorno della befana, ogni giorno ci sono spettacoli, concerti, animazioni e poi la giornata del panettone gigante, la torta gigante, giochi per i piccini e, nel vero spirito natalizio, anche stand di organizzazioni non governative impegnate nei paesi poveri del mondo.

Le iniziative che si prolungano nel tempo a me piacciono di più magari anche con la collaborazione delle associazioni locali e con giovani artisti emergenti.

sabato 24 novembre 2007

No taxation without representation


Qualcosa di nuovo accadrà. Ovviamente con le vecchie persone. Veltroni e Berlusconi si incontreranno presto per parlare della riforma elettorale dalle larghe intese. Prodi farà gli scongiuri ma dovrà rassegnarsi. Ho pensato a cosa potranno trovare in comune per iniziare nel miglior modo possibile la nuova legge.

Veltroni è stato votato senza avere in realtà rivali, e questo è un problema patologico nel nostro paese che ci attanaglia ormai da lungo tempo. Ma non riguarda con la riforma elettorale. Ciò che riguarda la riforma è invece come è stato formato il nuovo partito rappresentato da Veltroni: con le cosiddette “Liste bloccate”. Ovvero allo stesso modo di come si è votato nelle ultime elezioni. Metodo che è stato fortemente criticato. L’elettore non può scegliere direttamente la persona a cui intende dare fiducia ma deve scegliere la lista di cui fa parte e se questi è tra i primi della lista ha buone possibilità di essere eletto. Nelle elezioni politiche le liste furono compilate dai segretari di partito, per le elezioni del Pd da entità astratte che possiamo chiamare DF&DR tanto per dargli un nome. Lo slogan per incentivare le persone ad andare a votare fu “Sono democratico perciò decido io”. Contento tu…

Riguardo all’altro impegnato, il cavaliere Silvio Berlusconi(i cui cavalli gli hanno creato non pochi problemi), non ha badato alle apparenze né alle formalità almeno per questa volta. Ha sciolto il partito da solo, ne ha creato un altro sempre da solo e tutti a corrergli dietro senza obbiettare.

Mi sono fatto l’idea di cosa potranno trovare in comune riguardo la legge elettorale e non promette bene. Sono d’accordo sul pagare le tasse, non le amo come le ama Padoa Schioppa ma questo perché forse vengono utilizzate male, se però la prossima riforma elettorale mancherà di rappresentanza popolare, credo che questa volta sia utile adoperare un modello americano: no taxation without representation!

domenica 21 ottobre 2007

L'ultimo banco


Pochi mesi fa il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi parlò della conoscenza dei ragazzi nel nostro paese, citò alcuni dati dell’Ocse che vede la scuola del nostro paese collocata al venticinquesimo posto nella classifica stilata. Il problema di una scuola efficiente è un nodo che trasciniamo dietro da lungo tempo e che ha effetti anche nel vissuto quotidiano. Forse non è un caso che a parlarne sia stato solo un organismo neppure tanto vicino alla scuola per competenza.

Coloro che invece avevano la possibilità giacché il dovere di intervenire hanno taciuto. In dieci anni sono state fatte tre riforme che si sono esaurite con la cancellazione di quelle precedenti. Un ultimo esempio possiamo darlo citando il ripristino degli esami di riparazione che tanto hanno fatto innervosire gli studenti.

Eppure la scuola è la principale agenzia con cui lo stato-comunità può veicolare i principi ovvero i valori universali di condotta. E’ invece niente. Ma parlando della protesta degli studenti che sono scesi in piazza nei giorni scorsi: manifestare il dissenso per il ripristino nell’esame di riparazione è un po’ riduttivo. Gli studenti devono protestare, devono pretendere un scuola pubblica migliore. Devono protestare perché le classi sono troppo numerose e quindi la lezione diventa dispersiva. Gli adolescenti che conosco hanno almeno trenta compagni di classe. Ma in alcune scuole si sfiorano trentotto membri all’interno di un’aula. E poi devono pretendere professori qualificati che svolgano giusti programmi e che li seguano durante l’anno. Anche in questo ultimo caso la responsabilità è dei governi che si susseguono. Ogni anno ci sono valanghe di trasferimenti di professori. Ci sono professori precari a vita. Con che entusiasmo può insegnare un professore se viene bistrattato di anno in anno non avendo neppure la certezza di poter lavorare l’anno successivo?

La scuola italiana pubblica non funziona e neppure quella privata finanziata con i soldi pubblici funziona. E allora gli studenti fanno bene a protestare, fanno male solo se protestano contro il ripristino degli esami riparatori. Meglio ripetere l’anno se non si è pronti per la classe successiva, il tempo che si perde finiti gli studi potrebbe essere maggiore se non si ha una buona preparazione.

E poi credo anche che bisogna reintrodurre il latino alle medie. A chi dice che il latino “è una lingua morta” rispondetegli che il latino è logica e non va parlata.

Teak Burma


Gli Stati Uniti d’America avevano promosso una risoluzione che avrebbe dovuto colpire Myanmar sul piano delle sanzioni economiche. La risoluzione è stata sostenuta anche dall’UE. A porre il veto sono state Cina e Russia che l’hanno considerata inutile. In realtà entrambe mantengono importanti rapporti economici con la giunta militare di Rangoon e rischierebbero diversamente di inclinarli.

Il Teak è un genere di albero a legno duro. Il Teak Dahat è una specie nativa della Birmania ed è in via di estinzione. Nel resto del mondo è conosciuto come Teak Burma, ad acquistarlo sono soprattutto gli europei che lo utilizzano nella costruzione di manufatti per l'esterno, ponti di navi e parquet. Con i proventi della vendita il regime militare finanzia la guerra civile che da anni affligge il paese.

domenica 14 ottobre 2007

La vecchia maniera

Sarebbe potuto essere bello iniziare una nuova repubblica con la costituzione di due grandi partiti. Due partititi dei cittadini però, stavolta veramente. E’ bello vedere la partecipazione delle persone che vogliono esserci nella nuova Italia, l’Italia che si sta facendo. Allora perché non osare? Avrebbero dovuto azzardare chi ha composto il comitato per il Pd. Magari anticipando il referendum popolare firmato l’8 settembre dai meet-up. E parlando un po’ di più sull’etica del nuovo partito. Sui principi costituenti. In fondo il voto è per formare l’assemblea costituente. E invece niente, il nuovo partito nasce con la vecchia maniera di fare politica. Tutti discreti, vaghi. In qualche istante ho avuto il dubbio che una volta eletta l’assemblea non sapessero poi come riempire lo statuto del partito e facessero copia di quelli precedenti. E poi non si sono sbilanciati neppure sulla politica da perseguire. Hanno seguito un metodo con la speranza che gli altri partiti si sciogliessero e entrassero a far parte del neonato, un interesse orizzontale sacrificando quello verticale che vuole la partecipazione popolare. Un passo in avanti rispetto all’altro grande partito il Pdl della Brambilla formato da un solo partito, registrata da una sola persona che dice tutto e il contrario di tutto. Una buona occasione per vedere un volto femminile impegnato come leader sprecata da un vecchio modo di fare politica fermo con i suoi metodi per la paura di non esserci nella nuova Italia. Ma la partecipazione della gente c’è e sarebbe stupido non vederlo. Allora meglio osare, puntare tutto sul consenso dei cittadini invece che sul consenso degli altri partiti. In questo modo davvero finirebbe la partitocrazia, e resterebbero due grandi partiti: Ma della gente!


venerdì 12 ottobre 2007

Il Torto


Esistono delle idee comuni per la soluzione di alcuni problemi che sono ampiamente diffusi nei settori ove la materia è trattata. Eppure il problema persiste. A questo punto pare evidente che ci sia un interesse maggiore affinché i disagi restino immutati. Mi riferisco alla giustizia in Italia.

Diversamente dall’impunità, che è una parte che trae profitto dall’imperfezione della macchina giuridica, vi è l’altra parte che subisce un torto a cui si sussegue un altro torto da chi invece dovrebbe tutelarlo. E’ il caso del commerciante a cui non viene pagata la commissione venduta, questi dovrà aspettare che passino anni per riceverne il pagamento con il rischio che la difesa della parte citata utilizzi metodi procedurali volti ad ostruire il corso del processo e che il tutto si prescriva. Metodi assai diffusi riconosciuti dal nostro ordinamento giuridico.

Fortunatamente una possibile soluzione esiste ed è ripeto ampiamente diffuso il suo consenso.

  • Innanzitutto pare logico eliminare la prescrizione in quei processi dove l’imputato è stato individuato. Cosa che accade solo in Italia.
  • Non è possibile ricorrere in appello. Il condannato potrà ricorrere in secondo grado solo se la difesa è in grado di produrre nuove prove non già esaminate dal tribunale o se si sono verificate delle irregolarità procedurali.
  • Cauzione per i ricorrenti.
  • Giudici togati che seguano l’intero procedimento(e quindi anche il pagamento delle sanzioni amministrative) per quei reati che vengono considerati minori.
  • Riforma sulla nomina del CSM eliminando qualsiasi influenza politica.

In altri paesi civili l’imputato che ha commesso un reato non ha via di scampo, se è colpevole avrà la sua condanna e la sconterà. Questo fa si che nella maggior parte dei processi in cui le prove di colpevolezza sono schiaccianti per l’imputato, questi patteggia la condanna ottenendo lo sconto di pena. In America l’85% degli imputati, quasi sicuri colpevoli, patteggia, in Inghilterra il 90%.

La certezza del diritto è un requisito necessario nell’Italia post ideologica.

Ogni soggetto che ha a che fare con il nostro ordinamento deve poter contare su uno Stato presente, garante dei diritti degli uomini. Difendere ogni singolo individuo che per qualsiasi ragione abbia, nella giurisdizione nazionale, subito un torto.

venerdì 5 ottobre 2007

Sondaggio


Il 3 Ottobre si è chiuso il sondaggio che riguarda il modo di distribuzione dei contributi pubblici ai giornali. La domanda che è stata posta era: Come desideri siano distribuiti i contributi ai giornali? Il visitatore del blog ha avuto due possibilità di scelta:
1. E' giusto il metodo fino ad ora utilizzato;
2. Preferisco siano utilizzati rimborsi a coloro che stipulano un abbonamento.
I partecipanti al sondaggio sono stati 22, il 5% preferisce non variare il metodo fino ad ora utilizzato, il restante 95% crede che sia giusto cambiare.

giovedì 4 ottobre 2007

Fantapolitica

Immagine di Onofrio Catacchio

Dopo più di un anno di governo quale è il pensiero della maggior parte dei cittadini? Il governo si sarebbe dovuto dimettere subito dopo le elezioni perché non aveva la maggioranza? Non credo o meglio non prima di aver fatto un sistema elettorale decente dopo il Porcellum, come gli stessi autori chiamano questo sistema elettorale.

Secondo la coalizione vinta l’esecutivo avrebbe dovuto dimettersi subito perché il paese è spaccato a metà e questo significa che non viene rispettata la scelta dei cittadini. Ma ormai tutte le democrazie occidentali sono caratterizzate da un forte equilibrio tra due poli. La realtà piuttosto chiara è che l’allora governo uscente era dato per sconfitto dai sondaggi così per ostruire il successivo esecutivo ideò una legge elettorale che aveva come unico scopo l’ingovernabilità del paese. Un atteggiamento molto incosciente e irresponsabile da parte di chi sostiene continuamente che vuole bene al paese o “per il bene del paese”.

Ma tornando a parlare dell’esecutivo in carica, sono note e risapute le difficoltà di concertazione nella maggioranza. Questo allunga i tempi, spesso provoca crisi e modifica la politica del governo che finisce con non esprimersi al meglio. L’ultimo DPEF mi ha sorpreso, ora credo che il governo abbia seriamente preso in considerazione la possibilità di prossime imminenti elezioni tanto da presentare una manovra finanziaria che ha come obbiettivo quello di acquistare consensi.

Occorre, dicevo, una legge elettorale. Le regole solitamente le stabilisce chi gioca. Così non condivido la proposta di referendum riguardo il sistema elettorale. Anzi, credo sia una presa in giro, la maggior parte della popolazione non conosce i modelli elettorali e fa fatica a comprendere quale sia il più utile per il governo. Io stesso ho incontrato difficoltà quando studiai la ripartizione dei seggi in parlamento e i vari metodi. Gli stessi politici credo non conoscano il metodo dello Scorporo o il D’Hondt, visto che dimostrano lacune in più elementari materie. Allora perché devono deciderlo gli elettori? Non è più giusto che il parlamento proponga a grandi linee un sistema e che tecnici qualificati lo sviluppino? Dovrebbero servire a questo i funzionari, no?

Riguardo invece ai soggetti che si candideranno per le elezioni, mi auguro di non ritrovare parecchia gente che ora affolla le due camere. Una su tutti il già ministro Giulio Tremonti, lo indico come esempio. Ha criticato duramente l’ultimo DPEF come critica qualsiasi cosa proposta dal governo ed ha concluso con questa frase “inoltre nel DPEF non è presente la crescita del nostro paese”, in effetti no, non è stata dichiarata la crescita ma sappiamo che durante il suo ministero la crescita del paese è stata zero. Un fallimento! E se una persona manca nelle sue funzioni è giusto che lasci spazio ad altri. Ma questa è Fantapolitica!

sabato 29 settembre 2007

Teak Dahat


Nel 2001 il gruppo rock U2 dedica la canzone Wolk on al premio nobel per la pace Auns San Suu Kyi e a tutti i bambini militari del Myanmar. La canzone fu bandita nello stato.

Auns vinse le elezioni nel 1990 con più del 60% di preferenze. I militari rigettarono il voto, e presero il potere con la forza, annullando il voto popolare. La dittatura continuò.
Dal 17 settembre monaci buddisti sono scesi in piazza con una marcia pacifica contro il regime militare che ha ridotto il popolo birmano di tutti i fondamentali diritti umani. La dittatura sta esasperando il popolo Birmano quintuplicando il costo della benzina i prezzi degli altri beni, tra cui anche quelli di prima necessità sono saliti.

Inoltre Centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini sono tutt’ora costretti al lavoro forzato, da parte sia dei militari, sia delle autorità locali, e sono spesso obbligati alle deportazioni forzate, mentre sono comuni la detenzione e le esecuzioni, torture, stupri, utilizzati come mezzo di potere.
E' importante che l'ONU intervenga e che Cina e Russia ritirino il proprio veto. Non si può rimanere indifferenti. E se l'Italia è intervenuta in operazioni estere piuttosto dubbie, non può non agire in una situazione simile.

Ai monaci buddisti si sono aggiunte altre persone fino a diventare un fiume umano di trecentomila persone per questa marcia pacifica verso la libertà.

martedì 25 settembre 2007

Prima Pagina



Mi è scaduto l'abbonamento all'Espresso il settimanale a cui sono stato abbonato quest'anno. Mi hanno fatto offerte per rinnovarlo, ma le offerte non sono state convenienti come quella per cui ho deciso di abbonarmi. La proposta più conveniente aveva un costo del 50% in più rispetto a quella che ho stipulato un anno fa.
Un soluzione intelligente è possibile. Lo Stato ha destinato alla carta stampata 400 milioni di euro. E sono cospicui i contributi concessi a quotidiani noti o appartenenti a partiti. Pare evidente che qualcuno venga favorito.
La soluzione è destinare i soldi, concessi dallo stato, non agli editori ma agli abbonati.
Oltre a molti privilegi come agevolazioni sulle tariffe telefoniche, le tariffe elettriche e soprattutto tariffe agevolate per la spedizione in abbonamento postale gli editori hanno la possibilità di usufruire di qualche milione all'anno. Con ad esempio otto milioni di euro annui qualsiasi persona sarebbe capace di gestire un quotidiano o comunque continuare a portarlo in stampa.
Destinare i soldi a chi fa l'abbonamento invece incentiva le riviste a diminuire il costo dell'abbonamento, costo che si presenterebbe ancor più basso per via del contributo ed inoltre rimborsa davvero gli editori che vendono maggior numero di copie. Quindi i contributi vengono erogati secondo un criterio meritocratico ed in qualche modo scelto dai cittadini.
Sono dell'idea che ad ogni famiglia debba pervenire almeno un quotidiano a casa, in questo caso si diffonderebbe la cultura e si informerebbero grossomodo i cittadini. Mi rendo conto che ciò non è possibile anche se con 400 milioni di euro più spese... ( Il rimborso complessivo richiesto dalle Poste Italiane allo Stato, per le riduzioni del costo dei francobolli è 307 mln per l’anno 2006)
In ogni modo non rinnoverò il mio abbonamento se non mi propongono la stessa offerta e non importa se la cifra della promozione offertami per quest'anno è di poco superiore a quella dell'anno passato. Nulla da ridire riguardo al settimanale, i soldi per l'abbonamento spesi per l'Espresso ci valgono tutti, lo reputo uno dei migliori in Italia e ci lavorano persone davvero preparate note e meno note. Ritengo solo che i contributi dello stato devono mirare a creare beneficio ai cittadini non a gruppi di privati.

sabato 22 settembre 2007

La democrazia non basta

Foto: Il Gigante di Ferro

Un paese civile, che rispetta la dignità umana, che ha veramente intenzione di accrescere la propria cultura ed affermarsi nel progresso, non lasciando dietro parte della cittadinanza più debole, non può rimanere legata ad uno schema di ordinamento.
A maggior ragione se gli schemi preposti hanno un significato molto vago e bene poco definito.
Gli ordinamenti civili, "all'avanguardia", hanno tutti carattere democratico. La democrazia è un requisito necessario ma non sufficiente. In nome della democrazia si bombardano mercati in medio oriente uccidendo migliaia di civili. Si distruggono centrali idriche scambiate per nucleari con un atteggiamento da gnorri da parte degli autori democratici.
Resta il fatto che bisogna capire qual tipo di democrazia si vuole rappresentare. Democrazia come uguaglianza o democrazia come libertà?
Si possono utilizzare esempi concreti su come la democrazia sia messa in crisi di continuo, ma si aprirebbe un dibattito su ogni esempio e poi si finirebbe col dire che è un caso di democrazia malata. Allora mi vengono alla mente le elezioni palestinesi del 25 gennaio 2006, a vincerle fu un organizzazione terroristica: Hamas. La vittoria fu democratica.
Se avvenisse nel nostro paese una situazione simile, che organizzazioni malavitose fossero elette all'interno del parlamento con metodi democratici, ciò sarebbe giusto in nome del carattere dell'ordinamento? Come dicevo la democrazia è un requisito necessario ma non sufficiente.
La democrazia non basta occorre, affinché un paese voglia realmente essere civile e utile alla propria popolazione, che siano ripristinati quei valori di giustizia e moralità generalmente riconosciuti. Che esistano regole ben precise, nella maggior parte dei casi non scritte, che isolino chi adotta un metodo riprovevole per ottenere un risultato che non merita e che punisca chi commette un fatto ingiusto.
Questo passa però dal rispetto delle regole scritte e che si diffondi sempre più il concetto di legalità e di meritocrazia.

giovedì 20 settembre 2007

Wellcome Beppe Grillo

Chissà perché ogni tanto quando parlano di politica in televisione, mi tornano alla mente le elezioni presidenziali francesi.
Il 6 Maggio di questo anno Segolene Royal, la vinta al ballottaggio per l'Eliseo, è la prima a parlare dopo i risultati delle elezioni. Con molta signorilità la candidata socialista fa i complimenti al vincitore augurandogli un buon lavoro.
Poi penso che in Italia le elezioni sono avvenute da un bel po di tempo e il candidato perdente ancora non riconosce la vittoria del nuovo Presidente del Consiglio accusandolo di brogli malgrado la denunzia di Deaglio che sostenne che i brogli c'erano si stati, ma a favore della Casa delle Libertà. Non ricordo neppure quando l'allora candidato perdente e Primo ministro uscente abbia presentato le sue dimissioni.
Magari potessimo attingere cose belle dalle altre nazioni, come la sportività in una sconfitta, il fair play in un dibattito, cosi come attingiamo vocaboli. Invece il dibattito politico in Italia ha solo paroloni che poco aiutano alle persone comuni a capire cosa accada. Chiare sono le offese e le critiche che uno schieramento rivolge all'altro. Atteggiamento che pare contraddistinguere la classe politica italiana.
L'8 Settembre è stata la giornata che ha visto entrare, a furor di popolo, nel mondo della politica Beppe Grillo. Ben vengano nuove persone in un ambiente sempre più circoscritto da soliti volti. Ben vengano le novità e quindi il pluralismo. Ma l'entrata del comico genovese in questo ambiente ha visto emergere qualcosa di vecchio come gli insulti, le offese e poi ancora, un meccanismo assai noto in politica: il discreditamento.
E se è vero che ad iniziare l'incontro è stata la parte veterana della politica è anche vero che il new entry, tanto per usare un'altra parola straniera, non si sia tirato indietro e si stia avvicinando sempre più ad una rissa. Aiutando a far distogliere lo sguardo da ciò che di bello è avvenuto: migliaia di persone che vogliono rinnovarsi ed essere utili al proprio paese.
Si riprenda nuovamente la giusta strada continuando nell'affermare le buone idee riconosciute da tutti, lasciando al tempo che trovano le offese e gli insulti che hanno un sapore di antico.

venerdì 14 settembre 2007

Nel Blu dipinto di Blu


Tra le tante polemiche da parte dei politici e tecnici che si stanno attivando per accomodare l’Alitalia nella maniera meno indolore possibile, gli italiani perdono la loro compagnia di bandiera.

Le polemiche, come dicevo, sono tra i politici e i tecnici che spesso sono la stessa cosa o comunque si confondono per quanto sono collusi. Ma è un intervento troppo tardivo. Che la compagnia italiana non volasse in buoni cieli, per usare una metafora adattata, era risaputo da anni. Eppure nessuno è intervenuto, anzi è stata usata la compagnia per consolidare il potere politico, quindi strumentalizzata. Un atteggiamento incosciente e irresponsabile che ha portato al tracollo della compagnia.

Un comunicato stampa del 13 Ottobre 2005 del Sult(Sindacato unitario lavoratori trasporti) mostrava una comparazione tra gli utili delle maggiori compagnie europee e il guadagno dei loro amministratori delegati:

Al 31.12.2004, Air France ha dichiarato un utile di 98.000.000,00 euro.

Al 31.12.2004, KLM ha dichiarato un utile di 261.000.000,00 euro

Al 31.12.2004, British Airways ha dichiarato un utile di 333.000.000,00euro.

Dati ufficiali, iscritti a bilancio, dicono che il signor Spinetta, amministratore delegato di Air France, nel biennio 2004-2005 ha ricevuto un compenso di 550.000,00 euro, un bonus di 160.000,00 euro, pari a una remunerazione mensile di 29.583,00 euro.

Dati ufficiali, iscritti a bilancio, dicono che il signor Van Wijk, amministratore delegato di KLM, nel biennio 2004-2005 ha ricevuto un compenso di 653.709,00 euro, un bonus di 429.731,00 euro, pari a una remunerazione mensile di 45.143,00 euro.

Dati ufficiali, iscritti a bilancio, dicono che il signor Rod Eddington, amministratore delegato di British Airways, nel 2004 ha ricevuto un compenso annuo di 517.813,00 euro, un bonus di 258.907,00 euro, pari a una remunerazione mensile di 64.727,00 euro. Al 31.12.2004, Alitalia ha dichiarato un perdita di 812.833.000,00 euro.

Dati ufficiali, iscritti a bilancio, dicono che il signor Giancarlo Cimoli, amministratore delegato e presidente di Alitalia, dal 6 Maggio al 31 Dicembre 2004 ha ricevuto un compenso di 1.522.996,00 euro, pari a una remunerazione mensile di 190.375,00 euro.

Quindi mentre le altre compagnie avevano utili e i loro amministratori erano premiati, Alitalia aveva un forte passivo e l’amministratore percepiva più del doppio di remunerazione e premio dei suoi colleghi.

Le stesse persone che hanno taciuto lungo tutto questo periodo adesso si sforzano per trovare soluzioni e polemizzano sulla scelta da adottare. Credo che in un normalissimo paese democratico almeno i principali responsabili pagassero per il fallimento compiuto.

Questa è un’altra vicenda legata alle famose privatizzazioni che avrebbero dovuto portare soldi alle casse dello stato.

sabato 8 settembre 2007

La danza dell’impunità

Foto: astrarte.it

E’ ormai dato per certo che l’indulto in Italia non lo voleva nessuno fatta eccezione per i parlamentari che per iniziare la nuova legislatura nel segno delle larghe intese l’hanno votata con il 70% dei consensi. E’ scattata poi la corsa al record di chi indultato ritornava per primo in carcere, un gioco tra mattacchioni recidivi. Primi ex equo sono Massimiliano Formula, di 32 anni, di Sassari, e Raimondo Muntoni, di 28, di Tula, sono rientrati in carcere dopo due ore. Del secondo non è stato dato il nome ma si conosce il luogo di nascita, Taranto, e la città dove è ritornato in carcere, Genoa. Il tempo del rientro è di cinque ore e mezzo. Giampaolo Monteduro, 49 anni è rientrato dopo dodici ore, si è classificato terzo. Senza premio ma con meriti Mirkovic Svetozar, 34enne di Belgrado dopo averlo rilasciato si sono accorti che su di lui pendeva un mandato di cattura internazionale.

Lasciando da parte l’ironia, questi sono solo alcuni casi in cui l’effetto dell’indulto, per la povera gente non è servito a nulla. Dati risalenti a Febbraio dicono che l’11% dei detenuti sono rientrati in carcere. A Napoli il procuratore capo del pool antimafia Franco Roberti, ha dichiarato che in quasi tutti gli omicidi degli ultimi tre mesi(affermazione risalente al 9.11.2006) ex detenuti usciti con l’indulto hanno avuto un ruolo: vittime, killer, mandanti o complici. Ancora oggi si sente parlare di ex indultati che commettono reati: la strage di Treviso. Ma l’indulto ha dato conseguenze ancora più rilevanti. Si è diffuso nella nazione un senso di impunità. Resta alla mente con quanta facilità un gruppo di giovani massacra di botte uccidendolo dopo aver insultato la sua ragazza un loro coetaneo d’avanti una discoteca di Vietri. Si uccide, si rapina, si commettono reati sapendo che è possibile farla franca. Che si viene arrestati la sera e rilasciati il giorno successivo. Che conviene più essere un bullo fare carriera e diventare un mammasantissima che essere un ragazzo studioso e diventare una persona perbene. Lo dicono le immagini della vita lussuosa in ville sfarzose, proiettate continuamente dai media, di Ricucci, Fiorani, Tanzi, Cragnotti e la danza continua con Geronzi, che viene anche premiato, per poi finire in parlamento dove forti del potere della democrazia la “casta” sfugge a qualsiasi giudizio.

giovedì 6 settembre 2007

V-Day


Sono sempre stato convinto che ciascun cittadino debba interessarsi del territorio in cui vive. Dire territorio è ambiguo, non delimita i confini. Meglio chiarire. Per territorio intendo il parco del palazzo dove risiedo, il paese dove abito, la città in cui vivo ed infine la nazione in cui sono nato con uno sguardo sul mondo. Ogni cittadino dovrebbe occuparsi della vita del proprio territorio. Ma per vari motivi ciò è complicato. E' complicato perché la gente onesta di questo paese lavora tutto il giorno e quando torna a casa è sfinita. Perché parte della gente restante non è istruita, altra non è educata all'informazione e alla partecipazione e il resto ha i suoi motivi che reputa buoni.
Resto dell'idea che la partecipazione da parte dei cittadini nella vita dello stato è fondamentale.
Per questo non ho gradito i partiti "Personalizzati"(UDC Casini, UDEUR Mastella, FORZA ITALIA Berlusconi, tanto per citarne qualcuno) esempio della crisi politica di questo periodo.
I partiti devono ritornare ad essere strumento di partecipazione popolare. Il disamore per la politica è un'affermazione falsa. Di tanto in tanto si organizzano manifestazioni di protesta, in queste le persone si riversano per le strade, mostrano il loro disappunto. Firmano la loro presenza. Il popolo italiano esiste e vuole partecipare alla vita politica della nazione.
L'8 settembre è stata organizzata una manifestazione a cui sono stato invitato, avevo detto che avrei messo a disposizione il mio blog a chiunque avesse voluto scrivere (alla faccia dei partiti personali) e l'invito mi è arrivato tramite mail e lo riprodurrò nel primo commento.
La manifestazione ha il nome di V-Day, è organizzato da Beppe Grillo. Credo sia giusto parlarne.

martedì 4 settembre 2007

Il banco vince sempre


Un po’ di tempo fa mi ritrovai per caso a seguire una lezione di statistica. L’uomo alla lavagna mostrava alcuni dati e si sforzava di spiegare come la percentuale erogata per le vincite al lotto fosse inferiore rispetto alla probabilità di uscita del numero o della combinazione di numeri.

In conclusione dimostrò che il banco vince sempre. La teoria fu convincente avevo sempre creduto che a vincere sempre fossero i bari. Il 31 maggio lessi un articolo sul XIX secolo di Marco Menduni e Ferruccio Sansa. Banco e Baro possono essere la stessa cosa a danno della collettività.

L’inchiesta portata avanti dai due giornalisti parla di un debito da parte delle società di slot machine di 98 miliardi di euro. Sarebbe una delle più grandi evasioni della storia.

Ma non è finita qui. Secondo il Gruppo antifrodi tecnologiche della Guardia di Finanza, sembra che parte di questo denaro sia finito nelle tasche della criminalità organizzata. Soprattutto della cosca di Nitto Santapaola. Malgrado il rapporto di una commissione parlamentare e delle indagini della guardia di finanza nessuno ha dato spiegazioni sul caso. Né il ministro dell’economia né il direttore del monopolio di stato.

La Corte dei Conti ha chiesto alle società concessionarie di pagare decine di miliardi di euro di risarcimento del danno ingiusto patito dallo stato. Neppure le tv nazionali ne hanno dato molto importanza. Eppure gli italiani stringono i denti per riequilibrare i bilanci dello stato.

98 miliardi di euro equivalgono a tre finanziarie. Quante cose potremmo fare…

E invece, ripeto, la notizia è trapelata su un solo quotidiano grazie ai due giornalisti e fino ad ora non è stato adottato alcun provvedimento.

mercoledì 29 agosto 2007

Il campo di calcio dall'altra parte del mondo


Ogni calciatore, ogni ragazzo, ogni bimbo che da un calcio ad un pallone sa che esiste da qualche parte del mondo un campo di calcio dove tutti i giocatori si danno appuntamento per la partita di pallone. Non si sa quando questa partita sia iniziata, è certa che ancora deve finire.
In questa parte di mondo da qualche parte chissà dove, senza diritti tv, senza multinazionali, senza biglietti di ingresso, senza banche, si continua a giocare a pallone. L'allenatore sa in anticipo quando verrà un nuovo giocatore che subito prenderà parte alla partita e i compagni di squadra gli passano la palla perché vogliono vederlo segnare. Ogni giocatore mantiene il segreto che giocare a pallone è sentirsi immortali.
Da qualche parte del mondo in chissà quale mondo si continua a giocare a calcio. Perché il calcio è il gioco più bello del mondo anche se qualche volta può dare un dispiacere.
Ciao Antonio

martedì 21 agosto 2007

Il bicchiere tutto vuoto


L’acqua è un grosso business e quando ci sono grossi interessi avvengono i miracoli. E’ successo ad Agrigento, la città conosciuta come un luogo senza acqua. Nella migliore delle ipotesi l’acqua scorre dal rubinetto per qualche ora ogni due giorni, nella peggiore ogni otto. Ma, come dicevo, quando c’è da fare affari l’acqua si trova. L’ha trovata la Nestlè che ha avuto il permesso di raggiungere nell'arco di un quinquennio la produzione di 250 milioni di litri. Sono preoccupati i comuni limitrofi che si dissetano autonomamente e rischiano di finire anch’essi assetati.
L’acqua è un bene primario è va garantito a tutti è ingiusta la mercificazione. Malgrado la direttiva 60/2000 dell’Unione Europea che conferma quanto detto affermando che è un bene non commerciabile e che va protetto si continua questa politica a livello locale.
Ho ascoltato un intervista di Piero Ricca a Emilio Molinari presidente del comitato italiano del Contratto Mondiale dell’Acqua è molto interessante vi consiglio di fare altrettanto. Sottolineo questo passaggio “L’acqua scarseggia: la soluzione del politico è farne oggetto di mercato, il mercato dirà chi l’avrà e chi non l’avrà”.(link per il download http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Unique&id=7845)
Altrettanto interessante è il libro di Giuseppe Altamore “Qualcuno vuol darcela a bere”, lo pubblicizzo anche perché devolve il ricavato di questo libro alle suore missione saveriane impegnate nel “progetto pozzi” nella zona del Camerun-Ciad.

domenica 19 agosto 2007

Duro ma non troppo


Lo sciopero fiscale è già assai diffuso nel nostro paese per poter essere proposto dai politi. Bossi lo ha riproposto dopo averlo accennato nel 93. Il motivo: è per mandare via Prodi. A pensare che se tutti pagassero le tasse comprese le società dello stato, non dovremmo fare grossi sacrifici e potremo investire tentando una ripresa economica.(A breve pubblicherò un post su un'evasione di 100 miliardi di euro da una società dello stato)
Il metodo che si vuol adoperare dimostra per l'ennesima volta la crisi della politica italiana. Una buona opposizione è importante tanto quanto un buon governo. L'Italia ha bisogno di stabilità e di un governo longevo capace di imporre una politica efficace.
L'ostruzione è segno di un'incapacità di fare politica. "E' impotenza". Oltretutto non pagare le tasse andrebbe a danneggiare ancora una volta la classe operativa media dipendente pubblica.
Da un punto di vista personale non reputo Bossi una persona credibile.
E' stato condannato per tangente Enimont, ha costruito la propria carriera sul malcontento delle persone imputando la colpa all'Italia meridionale alimentando xnofobia e razzismo mentre nell'ultimo governo in cui il suo partito faceva parte le imprese Lombarde sono state fortemente finanziate dallo stato.
Nell'Italia Post Ideologica delle Giovani Generazioni persone come Umberto Bossi preferiremo non averle.

lunedì 6 agosto 2007

E l'oro si tinse di giallo...


I prezzi di vendita di pasta, pane e dolci subiranno una brusca accelerazione a causa del costo del frumento. L’Italmopa (Associazione dei mugnai e dei pastai italiani aderenti alla Confindustria) afferma che il costo del frumento è aumentato del 30% in un periodo dell’anno in cui l’offerta è maggiore. L’aumento dei costi è addebitabile alla grande finanza, la quale ha inserito nel portafoglio dei fondi speculativi, gli hedge funds, in maniera consistente anche i cereali, accanto ad altri protagonisti delle materie prime nobili come ad esempio oro e petrolio. Un altro elemento chiave è poi l’avvio di un nuovo business che ha fatto capolino pressoché in tutti i Paesi del mondo, vale a dire la produzione di etanolo e di biodiesel, i quali si producono anche, e non solo, con i cereali. Oltre che alle scarse produzioni di grano in Europa, Stati Uniti e Australia, dovute soprattutto a forte siccità e a condizioni meteo anomale.

L’aumento consistente è scaturito dalla politica economica americana di trasformare gli alimenti in combustibili. Questo è accaduto ufficialmente il 26 marzo a seguito di un incontro tra il presidente degli Stati Uniti George Bush con il presidente del consiglio e direttore generale della General Motors Corp., Rich Wagoner; con il direttore generale di Ford Motor Co., Alan Mulally e con il direttore generale del gruppo Chrysler di Daimler Chrysler AG, Tom La Sorda, in un momento in cui il prezzo medio della benzina è in aumento.

L’uso dell’etanolo non è un idea nuova risale ai primi del novecento. Oggi viene riproposta. Il Brasile ha sempre adottato questa fonte di energia tanto che oggi si segue come modello.

Il Brasile produce etanolo soprattutto da canna da zucchero ad opera del lavoro semischiavistico, i lavoratori impiegati sono più di un milione e le loro condizioni lavorative sono scarsamente migliorate rispetto all’inizio della produzione. Inoltre, oggi come allora, la produzione di alcool distrae dalla produzione agricola di cibo in maniera tale che, da quello che era il secondo più grande esportatore di prodotti agricoli, il Brasile va oggi incontro a scarsità di cibo e inflazione dei prezzi degli alimenti, ed è costretto ad importare merci di prima necessità che potrebbero essere prodotte a basso costo in proprio. Il 70% della sua popolazione vive in povertà, i lavoratori vengono pagati circa un dollaro per una tonnellata di canna da zucchero tagliata (a mano), il bassissimo costo di produzione dello zucchero fa la felicità degli speculatori internazionali, il totale delle ferrovie non è mai aumentato negli ultimi 80 anni, è questo il modello che si vuole seguire.

Ma se il Brasile può produrre canna da zucchero il Messico ha il problema delle tortillas.

Il Messico, che è stato storicamente un grande produttore di mais sin dai tempi delle civiltà precolombiane ha praticamente smesso di coltivarlo perché è più conveniente importarlo dagli USA, dove l'agricoltura riceve forti sovvenzioni statali. Dunque i contadini messicani si impoveriscono perché non possono reggere la concorrenza che viene fatta ai loro prodotti dalla ricca e sovvenzionata agricoltura statunitense. Cosa c’entrano le tortillas? L’ingrediente base di questo alimento è la farina di mais, aumentata del 400%. L’aumento sta colpendo le economie domestiche delle classi sociali più povere e sta causando forti proteste popolari.

Sussidi: è un altro punto importante. Quando vengono elargiti sussidi l’economia cambia, si adatta.

Imprese come la Archer Daniels Midland e la Cargill (il gigante globale dei cereali), attirate dai forti incentivi e guadagni, stanno spostando forti somme nel settore dell’etanolo. Le due aziende insieme fanno la parte del leone nei mercati dei cereali, della soia, dei mangimi per animali e della carne in proporzioni diverse nei vari paesi del globo ed hanno esteso recentemente la loro attività nel Sud-America. Per quanto riguarda l’etanolo c’è da notare che, grazie ai massicci incentivi e sussidi pagati dai contribuenti americani sotto l’amministrazione Bush, i due colossi hanno dovuto cedere quote di mercato (interno USA) a tutta una pletora di produttori locali e minori che hanno fiutato l’affare. Ed infine per produrre etanolo per tanta energia quanta ne usiamo per i trasporti, richiederebbe 1,1 miliardi di acri dedicati alla produzione di mais ad alto rendimento ovvero circa il 51% della superficie terrestre dei 50 stati.(Affermazione del dottor Howard Hayden, professore emerito dell'università del Connecticu). La produzione di etanolo comporterà un aumento dei prezzi degli alimenti ma mentre le popolazioni dei paesi più sviluppati storcendo il naso e mugugnando riusciranno a vivere sarà sempre più difficile aiutare le popolazioni del terzo mondo con la conseguenza che voi tutti capirete.

domenica 5 agosto 2007

Profondo Sud


Quando lessi sui giornali le affermazioni del governo, alla vigilia del seminario di Caserta riguardo la spesa da destinare alle regioni meridionali più svantaggiate, capii che il periodo delle balle iniziato del quinquennio 2001-2006 non era terminato con il nuovo esecutivo. Eppure nessuno ne avrebbe avvertito nostalgia. 120 miliardi di euro da destinare al meridione. L’equivalente di tre finanziare veniva destinato alle realtà più svantaggiate del sud al fine di incentivare lo sviluppo il tutto infiocchettato con due giorni di seminario alla reggia di Caserta che rendevano tutto più credibile. A sei mesi di distanza dall 11 e 12 Gennaio il rapporto Svimez ritiene che il Mezzogiorno è ancora più in ritardo del Nord ma soprattutto è costretto a rincorrere le altre aree deboli dei paesi dell’Unione Europea ed i paesi nuovi entrati. Un esempio è la crescita del Pil nel Mezzogiorno dello 0,5 % mentre nel resto dell’UE è di oltre il 5%. Gli investimenti nei nuovi paesi membri, i cosiddetti paesi dell’est, hanno un flusso per abitanti di 500 euro mentre quelli del meridione sono ad appena 13 euro. La Svimez continua con i suoi rapporti che sono in negativo anche nelle infrastrutture e nella crescita. La spesa in conto capitale per il Mezzogiorno diminuisce ed è lontana dagli obiettivi indicati dal Governo. Eppure, sempre nel rapporto Svimez, l’emigrazione di giovani meridionali laureati aumenta. Nel 2004 sono stati circa 270mila i trasferimenti stabili e temporanei tra Sud e Nord. Numeri che iniziano ad avere un peso rilevante, se si considera che nel periodo di massima intensità migratoria, agli inizi degli anni Sessanta, si superò di poco quota 290mila.
Ovvero il sud ha una classe dirigente, ha cervelli, ha creatività ma allora cosa manca?
La risposta le istituzioni l’hanno data il 10 luglio alla presentazione dell’ultimo rapporto. Del precedente governo nessuno. Del governo era presente solo il viceministro D’Antoni.
Eppure il rilancio del sud era tra le priorità di questo esecutivo!!!

sabato 4 agosto 2007

(Quasi) Tutti al mare


Le scelte vengono prese durante l'anno generalmente prima della primavera, vengono poco pubblicizzate, secondo alcuni x niente, ma in estate saltano fuori come un coniglio dal cilindro: è accaduto a Maiori. Con una delibera di consiglio comunale n° 12 del 16/04/2007 il consiglio ha privatizzato gli ultimi due tratti di spiaggia libera. Ora i residenti x fare il bagno dovranno pagare 8 euro mentre chi viene da fuori città ne dovrà pagare 20. Se tutto ciò sia lecito ci sto studiando, ma ho le mie perplessità, ricordo che quote di spiaggia devono essere accessibili liberamente.
Altro coniglio spuntato riguarda EBOLI.
Il consiglio comunale approvando il bilancio stanziò 40 mila euro x il servizio di salvataggio successivamente è bastata una delibera di giunta per spostare i soldi in una consulenza. Anche qui è certo un errore amministrativo. Il risultato niente sicurezza sulle spiagge libere. Ma per lo meno ci sono le spiagge libere? A quanto pare si, le spiagge: non i parcheggi, l'orientamento dell'amministrazione comunale è quello di dare gli spartifuoco in gestione ai lidi ovvero parcheggi a pagamento!!! A quanto pare per chi nn può permettersi le vacanze deve potersi permettersi almeno la spiaggia in cui abita per prendere un pò di sole. Non so nelle altre parti di Italia o del mondo come funzioni ma credo che sia vergognosa questa politica.

venerdì 3 agosto 2007

Fiumi di rifiuti


L’emergenza in Campania inizia ufficialmente nel 1994. Sebbene l’emergenza è un evento in un particolare momento che va superato con la cessazione mediante il ripristino della situazione ideale o con una situazione ancora più grave il cui nome idoneo potrebbe essere quello di calamità, l’emergenza si è protratta per anni. Quando un caso seppur anomalo continua a persistere significa che c’è un interesse a che esso continui a verificarsi. Di fatti così è. Ma mettendo da parte polemiche riguardo ad appalti non controllabili, camorra e clientelismo in periodo di emergenza, l’unica soluzione sembrano i termovalorizzatori. Nessuno lo vorrebbe, perché inquina, perché spara nanoparticelle nell’aria. Conosciamo il fatto che questi termovalorizzatori sono in effetti i vecchi inceneritori che producono un po’ di energia per usufruire dei contributi scaturiti dal cip 6, ma i fiumi di rifiuti che invadono le città di periferia sono molto più tossici come alcune nascite di bambini con disfunzioni provano. L’idea più giusta in un paese normale è fare in primis una seria raccolta differenziata, costruire un termovalorizzatore dopodichè attivarsi per trovare un sistema di smaltimento rifiuti compatibile con l’ambiente (Si sta parlando di sistema al plasma che non comporta inquinamento), costruire la nuova tecnologia e distruggere la vecchia.
Perché non costruire la nuova tecnologia subito evitando di sperperare altri soldi?
Perché impiegheremo altri quindici anni e spenderemo molti più soldi. Fino al 1995 per l’emergenza rifiuti sono stati spesi 850 milioni di euro. E grazie all’emergenza, rifiuti altamente nocivi provenienti da Brescia, Milano ed altre città italiane vengono illecitamente sotterrate in suoli campane. L’abbattimento di un termovalorizzatore a favore di una nuova tecnologia non inquinate creerebbe un effetto domino in tutta la nazione e chiuderebbe un epoca di compromessi e affari illegali.