
Parlare di economia è estremamente complicato, farla è lo è ancora di più. Lo dimostrano dati e statistiche che puntualmente vengono pubblicate a fine anno, ve le risparmio. Il costo della vita aumenta. Aumentano luce, gas, alimenti e il cenone di fine anno sarà più snello. L'Italia arretra in classifica rispetto ad altri paesi più evoluti con l'entrata di alcuni paesi in via di sviluppo. A governare le più alte cariche dell'economia ci sono stati negli ultimi anni a questa parte, a detta degli esperti, super ministri e illustri personaggi. Eppure l'economia non decolla.
Chi invece gestisce al meglio la crisi economica che cade a cascata sulle famiglie sono le mamme che non possono sforare il bilancio. Cosa farebbe una mamma al posto del ministro dell'economia per risolvere la crisi economica? Non so dirvelo eppure credo che la semplicità e la logica delle madri possa aiutarci molto.
Non pochi giorni fa lessi una soluzione proposta dall'ex ministro dell'economia Tremonti per fronteggiare la crisi dei mutui. La sua proposta era quella di dare contributi alle banche che avrebbero agevolato chi avesse contratto un mutuo a tasso variabile. Ragionando con logica e semplicità la cosa più ovvia se si voglia aiutare chi ha contratto un mutuo variabile è quella di aiutare direttamente le persone che hanno sottoscritto un mutuo. Questo sistema di dare soldi pubblici a grandi gruppi per aiutare i più deboli non mi convince e credo non convinca neppure le mamme. Più recentemente, di egual portata, è stata la proposta del ministro del lavoro Damiano che voleva destinare soldi dell'INAIL alle aziende affinché investissero nella sicurezza dei lavoratori. Poi c'è il problema precariato. Una buona economia quindi stabile e duratura non può basarsi sul precariato come oggi accade in Italia ma deve basarsi su certezze e programmi, cose che piacciono molto alle mamme.
Ed infine c'è il problema degli investimenti e dello sviluppo. La maggior parte dell'economia italiana si basa su contributi che lo stato eroga alle aziende, le norme dell'unione europea in materia di concorrenza sleale non hanno attenuato il metodo. Per dirla più semplicemente la maggior parte delle aziende italiane vivono fino a quando hanno contributi statali, se questi cessano, le aziende chiudono. Sto pensando davvero che una mamma come ministro dell’economia sia più capace di qualsiasi altra persona.
























