"Mirate in alto, calciate lontano: se andate a caccia di stelle può darsi che non le troviate, ma non tornerete con un pugno di fango".(Gibran)

mercoledì 29 agosto 2007

Il campo di calcio dall'altra parte del mondo


Ogni calciatore, ogni ragazzo, ogni bimbo che da un calcio ad un pallone sa che esiste da qualche parte del mondo un campo di calcio dove tutti i giocatori si danno appuntamento per la partita di pallone. Non si sa quando questa partita sia iniziata, è certa che ancora deve finire.
In questa parte di mondo da qualche parte chissà dove, senza diritti tv, senza multinazionali, senza biglietti di ingresso, senza banche, si continua a giocare a pallone. L'allenatore sa in anticipo quando verrà un nuovo giocatore che subito prenderà parte alla partita e i compagni di squadra gli passano la palla perché vogliono vederlo segnare. Ogni giocatore mantiene il segreto che giocare a pallone è sentirsi immortali.
Da qualche parte del mondo in chissà quale mondo si continua a giocare a calcio. Perché il calcio è il gioco più bello del mondo anche se qualche volta può dare un dispiacere.
Ciao Antonio

martedì 21 agosto 2007

Il bicchiere tutto vuoto


L’acqua è un grosso business e quando ci sono grossi interessi avvengono i miracoli. E’ successo ad Agrigento, la città conosciuta come un luogo senza acqua. Nella migliore delle ipotesi l’acqua scorre dal rubinetto per qualche ora ogni due giorni, nella peggiore ogni otto. Ma, come dicevo, quando c’è da fare affari l’acqua si trova. L’ha trovata la Nestlè che ha avuto il permesso di raggiungere nell'arco di un quinquennio la produzione di 250 milioni di litri. Sono preoccupati i comuni limitrofi che si dissetano autonomamente e rischiano di finire anch’essi assetati.
L’acqua è un bene primario è va garantito a tutti è ingiusta la mercificazione. Malgrado la direttiva 60/2000 dell’Unione Europea che conferma quanto detto affermando che è un bene non commerciabile e che va protetto si continua questa politica a livello locale.
Ho ascoltato un intervista di Piero Ricca a Emilio Molinari presidente del comitato italiano del Contratto Mondiale dell’Acqua è molto interessante vi consiglio di fare altrettanto. Sottolineo questo passaggio “L’acqua scarseggia: la soluzione del politico è farne oggetto di mercato, il mercato dirà chi l’avrà e chi non l’avrà”.(link per il download http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Unique&id=7845)
Altrettanto interessante è il libro di Giuseppe Altamore “Qualcuno vuol darcela a bere”, lo pubblicizzo anche perché devolve il ricavato di questo libro alle suore missione saveriane impegnate nel “progetto pozzi” nella zona del Camerun-Ciad.

domenica 19 agosto 2007

Duro ma non troppo


Lo sciopero fiscale è già assai diffuso nel nostro paese per poter essere proposto dai politi. Bossi lo ha riproposto dopo averlo accennato nel 93. Il motivo: è per mandare via Prodi. A pensare che se tutti pagassero le tasse comprese le società dello stato, non dovremmo fare grossi sacrifici e potremo investire tentando una ripresa economica.(A breve pubblicherò un post su un'evasione di 100 miliardi di euro da una società dello stato)
Il metodo che si vuol adoperare dimostra per l'ennesima volta la crisi della politica italiana. Una buona opposizione è importante tanto quanto un buon governo. L'Italia ha bisogno di stabilità e di un governo longevo capace di imporre una politica efficace.
L'ostruzione è segno di un'incapacità di fare politica. "E' impotenza". Oltretutto non pagare le tasse andrebbe a danneggiare ancora una volta la classe operativa media dipendente pubblica.
Da un punto di vista personale non reputo Bossi una persona credibile.
E' stato condannato per tangente Enimont, ha costruito la propria carriera sul malcontento delle persone imputando la colpa all'Italia meridionale alimentando xnofobia e razzismo mentre nell'ultimo governo in cui il suo partito faceva parte le imprese Lombarde sono state fortemente finanziate dallo stato.
Nell'Italia Post Ideologica delle Giovani Generazioni persone come Umberto Bossi preferiremo non averle.

lunedì 6 agosto 2007

E l'oro si tinse di giallo...


I prezzi di vendita di pasta, pane e dolci subiranno una brusca accelerazione a causa del costo del frumento. L’Italmopa (Associazione dei mugnai e dei pastai italiani aderenti alla Confindustria) afferma che il costo del frumento è aumentato del 30% in un periodo dell’anno in cui l’offerta è maggiore. L’aumento dei costi è addebitabile alla grande finanza, la quale ha inserito nel portafoglio dei fondi speculativi, gli hedge funds, in maniera consistente anche i cereali, accanto ad altri protagonisti delle materie prime nobili come ad esempio oro e petrolio. Un altro elemento chiave è poi l’avvio di un nuovo business che ha fatto capolino pressoché in tutti i Paesi del mondo, vale a dire la produzione di etanolo e di biodiesel, i quali si producono anche, e non solo, con i cereali. Oltre che alle scarse produzioni di grano in Europa, Stati Uniti e Australia, dovute soprattutto a forte siccità e a condizioni meteo anomale.

L’aumento consistente è scaturito dalla politica economica americana di trasformare gli alimenti in combustibili. Questo è accaduto ufficialmente il 26 marzo a seguito di un incontro tra il presidente degli Stati Uniti George Bush con il presidente del consiglio e direttore generale della General Motors Corp., Rich Wagoner; con il direttore generale di Ford Motor Co., Alan Mulally e con il direttore generale del gruppo Chrysler di Daimler Chrysler AG, Tom La Sorda, in un momento in cui il prezzo medio della benzina è in aumento.

L’uso dell’etanolo non è un idea nuova risale ai primi del novecento. Oggi viene riproposta. Il Brasile ha sempre adottato questa fonte di energia tanto che oggi si segue come modello.

Il Brasile produce etanolo soprattutto da canna da zucchero ad opera del lavoro semischiavistico, i lavoratori impiegati sono più di un milione e le loro condizioni lavorative sono scarsamente migliorate rispetto all’inizio della produzione. Inoltre, oggi come allora, la produzione di alcool distrae dalla produzione agricola di cibo in maniera tale che, da quello che era il secondo più grande esportatore di prodotti agricoli, il Brasile va oggi incontro a scarsità di cibo e inflazione dei prezzi degli alimenti, ed è costretto ad importare merci di prima necessità che potrebbero essere prodotte a basso costo in proprio. Il 70% della sua popolazione vive in povertà, i lavoratori vengono pagati circa un dollaro per una tonnellata di canna da zucchero tagliata (a mano), il bassissimo costo di produzione dello zucchero fa la felicità degli speculatori internazionali, il totale delle ferrovie non è mai aumentato negli ultimi 80 anni, è questo il modello che si vuole seguire.

Ma se il Brasile può produrre canna da zucchero il Messico ha il problema delle tortillas.

Il Messico, che è stato storicamente un grande produttore di mais sin dai tempi delle civiltà precolombiane ha praticamente smesso di coltivarlo perché è più conveniente importarlo dagli USA, dove l'agricoltura riceve forti sovvenzioni statali. Dunque i contadini messicani si impoveriscono perché non possono reggere la concorrenza che viene fatta ai loro prodotti dalla ricca e sovvenzionata agricoltura statunitense. Cosa c’entrano le tortillas? L’ingrediente base di questo alimento è la farina di mais, aumentata del 400%. L’aumento sta colpendo le economie domestiche delle classi sociali più povere e sta causando forti proteste popolari.

Sussidi: è un altro punto importante. Quando vengono elargiti sussidi l’economia cambia, si adatta.

Imprese come la Archer Daniels Midland e la Cargill (il gigante globale dei cereali), attirate dai forti incentivi e guadagni, stanno spostando forti somme nel settore dell’etanolo. Le due aziende insieme fanno la parte del leone nei mercati dei cereali, della soia, dei mangimi per animali e della carne in proporzioni diverse nei vari paesi del globo ed hanno esteso recentemente la loro attività nel Sud-America. Per quanto riguarda l’etanolo c’è da notare che, grazie ai massicci incentivi e sussidi pagati dai contribuenti americani sotto l’amministrazione Bush, i due colossi hanno dovuto cedere quote di mercato (interno USA) a tutta una pletora di produttori locali e minori che hanno fiutato l’affare. Ed infine per produrre etanolo per tanta energia quanta ne usiamo per i trasporti, richiederebbe 1,1 miliardi di acri dedicati alla produzione di mais ad alto rendimento ovvero circa il 51% della superficie terrestre dei 50 stati.(Affermazione del dottor Howard Hayden, professore emerito dell'università del Connecticu). La produzione di etanolo comporterà un aumento dei prezzi degli alimenti ma mentre le popolazioni dei paesi più sviluppati storcendo il naso e mugugnando riusciranno a vivere sarà sempre più difficile aiutare le popolazioni del terzo mondo con la conseguenza che voi tutti capirete.

domenica 5 agosto 2007

Profondo Sud


Quando lessi sui giornali le affermazioni del governo, alla vigilia del seminario di Caserta riguardo la spesa da destinare alle regioni meridionali più svantaggiate, capii che il periodo delle balle iniziato del quinquennio 2001-2006 non era terminato con il nuovo esecutivo. Eppure nessuno ne avrebbe avvertito nostalgia. 120 miliardi di euro da destinare al meridione. L’equivalente di tre finanziare veniva destinato alle realtà più svantaggiate del sud al fine di incentivare lo sviluppo il tutto infiocchettato con due giorni di seminario alla reggia di Caserta che rendevano tutto più credibile. A sei mesi di distanza dall 11 e 12 Gennaio il rapporto Svimez ritiene che il Mezzogiorno è ancora più in ritardo del Nord ma soprattutto è costretto a rincorrere le altre aree deboli dei paesi dell’Unione Europea ed i paesi nuovi entrati. Un esempio è la crescita del Pil nel Mezzogiorno dello 0,5 % mentre nel resto dell’UE è di oltre il 5%. Gli investimenti nei nuovi paesi membri, i cosiddetti paesi dell’est, hanno un flusso per abitanti di 500 euro mentre quelli del meridione sono ad appena 13 euro. La Svimez continua con i suoi rapporti che sono in negativo anche nelle infrastrutture e nella crescita. La spesa in conto capitale per il Mezzogiorno diminuisce ed è lontana dagli obiettivi indicati dal Governo. Eppure, sempre nel rapporto Svimez, l’emigrazione di giovani meridionali laureati aumenta. Nel 2004 sono stati circa 270mila i trasferimenti stabili e temporanei tra Sud e Nord. Numeri che iniziano ad avere un peso rilevante, se si considera che nel periodo di massima intensità migratoria, agli inizi degli anni Sessanta, si superò di poco quota 290mila.
Ovvero il sud ha una classe dirigente, ha cervelli, ha creatività ma allora cosa manca?
La risposta le istituzioni l’hanno data il 10 luglio alla presentazione dell’ultimo rapporto. Del precedente governo nessuno. Del governo era presente solo il viceministro D’Antoni.
Eppure il rilancio del sud era tra le priorità di questo esecutivo!!!

sabato 4 agosto 2007

(Quasi) Tutti al mare


Le scelte vengono prese durante l'anno generalmente prima della primavera, vengono poco pubblicizzate, secondo alcuni x niente, ma in estate saltano fuori come un coniglio dal cilindro: è accaduto a Maiori. Con una delibera di consiglio comunale n° 12 del 16/04/2007 il consiglio ha privatizzato gli ultimi due tratti di spiaggia libera. Ora i residenti x fare il bagno dovranno pagare 8 euro mentre chi viene da fuori città ne dovrà pagare 20. Se tutto ciò sia lecito ci sto studiando, ma ho le mie perplessità, ricordo che quote di spiaggia devono essere accessibili liberamente.
Altro coniglio spuntato riguarda EBOLI.
Il consiglio comunale approvando il bilancio stanziò 40 mila euro x il servizio di salvataggio successivamente è bastata una delibera di giunta per spostare i soldi in una consulenza. Anche qui è certo un errore amministrativo. Il risultato niente sicurezza sulle spiagge libere. Ma per lo meno ci sono le spiagge libere? A quanto pare si, le spiagge: non i parcheggi, l'orientamento dell'amministrazione comunale è quello di dare gli spartifuoco in gestione ai lidi ovvero parcheggi a pagamento!!! A quanto pare per chi nn può permettersi le vacanze deve potersi permettersi almeno la spiaggia in cui abita per prendere un pò di sole. Non so nelle altre parti di Italia o del mondo come funzioni ma credo che sia vergognosa questa politica.

venerdì 3 agosto 2007

Fiumi di rifiuti


L’emergenza in Campania inizia ufficialmente nel 1994. Sebbene l’emergenza è un evento in un particolare momento che va superato con la cessazione mediante il ripristino della situazione ideale o con una situazione ancora più grave il cui nome idoneo potrebbe essere quello di calamità, l’emergenza si è protratta per anni. Quando un caso seppur anomalo continua a persistere significa che c’è un interesse a che esso continui a verificarsi. Di fatti così è. Ma mettendo da parte polemiche riguardo ad appalti non controllabili, camorra e clientelismo in periodo di emergenza, l’unica soluzione sembrano i termovalorizzatori. Nessuno lo vorrebbe, perché inquina, perché spara nanoparticelle nell’aria. Conosciamo il fatto che questi termovalorizzatori sono in effetti i vecchi inceneritori che producono un po’ di energia per usufruire dei contributi scaturiti dal cip 6, ma i fiumi di rifiuti che invadono le città di periferia sono molto più tossici come alcune nascite di bambini con disfunzioni provano. L’idea più giusta in un paese normale è fare in primis una seria raccolta differenziata, costruire un termovalorizzatore dopodichè attivarsi per trovare un sistema di smaltimento rifiuti compatibile con l’ambiente (Si sta parlando di sistema al plasma che non comporta inquinamento), costruire la nuova tecnologia e distruggere la vecchia.
Perché non costruire la nuova tecnologia subito evitando di sperperare altri soldi?
Perché impiegheremo altri quindici anni e spenderemo molti più soldi. Fino al 1995 per l’emergenza rifiuti sono stati spesi 850 milioni di euro. E grazie all’emergenza, rifiuti altamente nocivi provenienti da Brescia, Milano ed altre città italiane vengono illecitamente sotterrate in suoli campane. L’abbattimento di un termovalorizzatore a favore di una nuova tecnologia non inquinate creerebbe un effetto domino in tutta la nazione e chiuderebbe un epoca di compromessi e affari illegali.