
Qualcosa di nuovo accadrà. Ovviamente con le vecchie persone. Veltroni e Berlusconi si incontreranno presto per parlare della riforma elettorale dalle larghe intese. Prodi farà gli scongiuri ma dovrà rassegnarsi. Ho pensato a cosa potranno trovare in comune per iniziare nel miglior modo possibile la nuova legge.
Veltroni è stato votato senza avere in realtà rivali, e questo è un problema patologico nel nostro paese che ci attanaglia ormai da lungo tempo. Ma non riguarda con la riforma elettorale. Ciò che riguarda la riforma è invece come è stato formato il nuovo partito rappresentato da Veltroni: con le cosiddette “Liste bloccate”. Ovvero allo stesso modo di come si è votato nelle ultime elezioni. Metodo che è stato fortemente criticato. L’elettore non può scegliere direttamente la persona a cui intende dare fiducia ma deve scegliere la lista di cui fa parte e se questi è tra i primi della lista ha buone possibilità di essere eletto. Nelle elezioni politiche le liste furono compilate dai segretari di partito, per le elezioni del Pd da entità astratte che possiamo chiamare DF&DR tanto per dargli un nome. Lo slogan per incentivare le persone ad andare a votare fu “Sono democratico perciò decido io”. Contento tu…
Riguardo all’altro impegnato, il cavaliere Silvio Berlusconi(i cui cavalli gli hanno creato non pochi problemi), non ha badato alle apparenze né alle formalità almeno per questa volta. Ha sciolto il partito da solo, ne ha creato un altro sempre da solo e tutti a corrergli dietro senza obbiettare.
Mi sono fatto l’idea di cosa potranno trovare in comune riguardo la legge elettorale e non promette bene. Sono d’accordo sul pagare le tasse, non le amo come le ama Padoa Schioppa ma questo perché forse vengono utilizzate male, se però la prossima riforma elettorale mancherà di rappresentanza popolare, credo che questa volta sia utile adoperare un modello americano: no taxation without representation!

