"Mirate in alto, calciate lontano: se andate a caccia di stelle può darsi che non le troviate, ma non tornerete con un pugno di fango".(Gibran)

domenica 30 dicembre 2007

Mamma economy


Parlare di economia è estremamente complicato, farla è lo è ancora di più. Lo dimostrano dati e statistiche che puntualmente vengono pubblicate a fine anno, ve le risparmio. Il costo della vita aumenta. Aumentano luce, gas, alimenti e il cenone di fine anno sarà più snello. L'Italia arretra in classifica rispetto ad altri paesi più evoluti con l'entrata di alcuni paesi in via di sviluppo. A governare le più alte cariche dell'economia ci sono stati negli ultimi anni a questa parte, a detta degli esperti, super ministri e illustri personaggi. Eppure l'economia non decolla.
Chi invece gestisce al meglio la crisi economica che cade a cascata sulle famiglie sono le mamme che non possono sforare il bilancio. Cosa farebbe una mamma al posto del ministro dell'economia per risolvere la crisi economica? Non so dirvelo eppure credo che la semplicità e la logica delle madri possa aiutarci molto.
Non pochi giorni fa lessi una soluzione proposta dall'ex ministro dell'economia Tremonti per fronteggiare la crisi dei mutui. La sua proposta era quella di dare contributi alle banche che avrebbero agevolato chi avesse contratto un mutuo a tasso variabile. Ragionando con logica e semplicità la cosa più ovvia se si voglia aiutare chi ha contratto un mutuo variabile è quella di aiutare direttamente le persone che hanno sottoscritto un mutuo. Questo sistema di dare soldi pubblici a grandi gruppi per aiutare i più deboli non mi convince e credo non convinca neppure le mamme. Più recentemente, di egual portata, è stata la proposta del ministro del lavoro Damiano che voleva destinare soldi dell'INAIL alle aziende affinché investissero nella sicurezza dei lavoratori. Poi c'è il problema precariato. Una buona economia quindi stabile e duratura non può basarsi sul precariato come oggi accade in Italia ma deve basarsi su certezze e programmi, cose che piacciono molto alle mamme.
Ed infine c'è il problema degli investimenti e dello sviluppo. La maggior parte dell'economia italiana si basa su contributi che lo stato eroga alle aziende, le norme dell'unione europea in materia di concorrenza sleale non hanno attenuato il metodo. Per dirla più semplicemente la maggior parte delle aziende italiane vivono fino a quando hanno contributi statali, se questi cessano, le aziende chiudono. Sto pensando davvero che una mamma come ministro dell’economia sia più capace di qualsiasi altra persona.


venerdì 7 dicembre 2007

Tutto in una notte


Partecipai nel 2005 alla notte bianca a Napoli, fu un bellissimo evento. Ricordo Baglioni intonare Sabato Pomeriggio alle tre di notte, Tony Esposito in Via Nazionale, il Peter’s Gospel Choir alla Galleria Umberto I e poi ancora danza, balli, spettacoli, Pino Daniele e tanti altri artisti conosciuti e meno.

Furono pochi i disordini tanto che nei giorni successivi i vertici delle istituzioni si vantarono per l’organizzazione e l’ottima riuscita della manifestazione. Ed in effetti fu così, una emozionante nottata con tantissima gente e ricca di divertimenti.

Il conto però fu pagato pochi mesi dopo. La regione Campania non aveva soldi per pagare le spese sanitarie e la colpa fu attribuita a quella costosa nottata. Si propose di aumentare l’Irpeg o Irap alle imprese, cosa che io ritenni assurdo poiché una gravosità di tasse ad imprese metteva a rischio eventuali investimenti futuri in una regione già poco sviluppata.

A Salerno la impropriamente detta Notte Bianca (la manifestazione si è chiamata Notti di Luci) ha avuto la giornata inaugurale l’8 Novembre, in cui alle attività commerciali si è data la possibilità di rimanere aperti fino a mezzanotte, terminerà il 31 Gennaio. In questo periodo la città è illuminata con luci particolari e suggestive. E’ costata 49000 euro solo per spese pubblicitarie e 488400 euro per le luci d’artista. Riguardo al successo o meno della giornata inaugurale credo che un po’ di afflusso in più ci sia stato in città rispetto agli altri giorni. Ma il fallimento è scaturito dalla mancata partecipazione della categoria dei commercianti. Infatti nei giorni precedenti all’evento l’associazione che li rappresenta ha manifestato il non gradimento al prolungamento dell’orario di chiusura. In passato, ricordo che erano i commercianti ad abbellire le città con le luminarie.

In altre città le manifestazioni natalizie si protraggono per tutto il periodo natalizio. A Bari, forti anche della festa del patrono che ricorre il 6 Dicembre, ci sono iniziative tutti i giorni. Qualcosa di più partecipativo avviene al Centro del Molise dove, con interesse dei commercianti dall’inizio di dicembre fino al giorno della befana, ogni giorno ci sono spettacoli, concerti, animazioni e poi la giornata del panettone gigante, la torta gigante, giochi per i piccini e, nel vero spirito natalizio, anche stand di organizzazioni non governative impegnate nei paesi poveri del mondo.

Le iniziative che si prolungano nel tempo a me piacciono di più magari anche con la collaborazione delle associazioni locali e con giovani artisti emergenti.