"Mirate in alto, calciate lontano: se andate a caccia di stelle può darsi che non le troviate, ma non tornerete con un pugno di fango".(Gibran)

giovedì 27 novembre 2008

30000

Alla fine dell’800 inizio ‘900 l’acqua fu considerata come la prima azione sanitaria. Di qui una grande operazione da parte della società civile affinché tutti avessero l’acqua e tutti avessero acqua di buona qualità anche a fronte delle numerose morti di bambini di gastroenterite. L’acqua pubblica fu un elemento di garanzia per il cittadino poiché l’acqua che sgorgava era acqua potabile, acqua buona e controllata e solo il pubblico poteva garantirlo poiché solo il pubblico era capace di fare questi investimenti perché esente da profitti e manipolazioni.

Profitto significa selezione, chi ha soldi può accedere chi non ne ha è escluso.

La differenza tra privato e pubblico è proprio questo: il profitto. Il profitto può essere realizzato aumentando le tariffe, diminuendo le manutenzioni e quindi peggiorando il servizio o anche licenziando i dipendenti. Tutte situazioni che aggravano l’importante funzione propria dell’acqua.

Questa è la cultura che si sta diffondendo nella nostra società. L’acqua scarseggia i nostri avi, la gente comune, il “Pensar sensato” direbbe: “Ridistribuiamola”. Invece la politica, di qualsiasi colore essa sia, vuole che la regoli il mercato. Né fa oggetto di mercato così sarà il mercato a stabilire chi potrà averla e chi no.

La Legge 6 agosto 2008, n. 133 "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria" all’art.23 bis intende privatizzare l’acqua e sottoporlo alle regole del mercato.

Il decreto 23 bis
Il decreto legge, il 23 bis è intitolato "Servizi pubblici locali di rilevanza economica", nel testo si legge:

"2. Il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali avviene, in via ordinaria, a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite[...]

5. Ferma restando la proprietà pubblica delle reti, la loro gestione può essere affidata a soggetti privati.[...]

(10. d.) tutti i servizi pubblici locali di rilevanza economica in materia di rifiuti, trasporti, energia elettrica e gas, nonché in materia di acqua."

Ogni giorno muoiono 30000 persone al mondo per mancanza di acqua. Nel 2025 la domanda sarà del 56% superiore alla disponibilità. Per rispetto a tutti coloro che non hanno la nostra fortuna dobbiamo impegnarci affinché almeno sull’elemento più prezioso che abbiamo non si speculi.

giovedì 16 ottobre 2008

La regola del mercato

Ci sono paesi che riescono a produrre grandi quantità di materiale a basso costo. Cina e India non hanno concorrenti. I governi rivali si sforzano di cercare una politica che possa in qualche modo contrastare l’irrompente potere che questi paesi hanno sul mercato globale.

Sono inutili le politiche ostruzionistiche, chi opera nel settore conosce bene quali sono le regole del mercato, alcune di queste possono tornarci utili se solo la nostra economia facesse affidamento su persone preparate.

La classifica degli uomini più ricchi di Italia stilata da Forbes vede al primo posto Del Vecchio di Luxottica mentre al secondo i Ferrero. Non è un caso. Teconologia ed Esclusività sono elementi essenziali nel mercato. I paesi che hanno tecnologia da vendere non hanno rivali. Un esempio l’abbiamo anche noi in Italia con la fabbrica di impianti a Led a Torraca in provincia di Salerno.

Questa azienda ha brevettato dei particolari impianti di illuminazione che consentono un risparmio superiore al 50% dei sistemi attualmente in uso. Paesi stranieri stanno convertendo le proprie città a questo sistema.

Ci sono due regole a cui nessun paese con alcun metodo può sfuggire: L’esclusività e la tecnologia. L’Italia nei sui prodotti tipici non ha rivali in mercato. Il buon vino italiano non può essere imitato né da Cina né da qualsiasi altro paese, la stessa cosa vale ad esempio per la mozzarella di bufala o il pomodoro si San Marzano. Ma se i prodotti tipici non vengono tutelati e incentivati, per quanto riguarda la tecnologia, salvo casi sporadici pocanzi citato, è inesistente. Quindi è necessario che lo stato investi nella ricerca e in particolar modo nella ricerca a soluzioni di problematiche attuali.

Non è un caso che Del Vecchio e i Ferrero siano gli uomini più ricchi di Italia: Tecnologia ed Esclusività.

domenica 28 settembre 2008

Gioco da bambini

Non ricordo bene come si chiamasse ma ricordo che il bimbo che lo dirigeva metteva il braccio in avanti con il palmo rivolto verso il basso, e poi chiamava i gusti: “torta al gelato con limone!” e tutti i bambini a cui piaceva la torta a gelato col limone correvano verso il braccio teso a mettere il dito sotto il palmo. Mettevo sempre il dito accanto a quello della bambina di cui ero innamorato. Uno dei tanti modi per farmi notare.

Non continuammo per molto a fare questo gioco, anche perché diventammo grandi. Ma se per alcune scelte avevo dei dubbi che mi portavano a seguire la persona a cui volevo bene, sulla scelta del colore non potevo mentire. Il mio colore preferito era il giallo e le nostra corsa si divise.

Tutt’ora ritengo che il giallo mi affascini in un modo particolare e le opinioni hanno altre materie, col tempo più chiare. Così mi ritrovo in discorsi su holding create per frodare il fisco, tangenti, corruzioni da parte di esponenti politici. La mia corsa sarebbe stata verso il braccio che avrebbe condannato queste persone. “Tu, al loro posto, avresti fatto la stessa cosa!” mi accusano. Ma una volta unito il dito sotto il palmo la scelta è fatta, non puoi più trattare. Se io facessi la stessa cosa dovrei essere punito. Ci sono delle scelte a cui non si può sfuggire, queste non sono discutibili. Non hanno delle attenuanti né delle deroghe.

Creare società fittizie per far uscire denaro dall’Italia è un reato e dovrebbe essere punito, allo stesso modo pagare tangenti per avere appalti pubblici. Concorrere con la mafia o corrompere i giudici.

Ma ascoltando l'opinione di molti capisci che una cosa è vera: quando si è giovani si è più onesti, col crescere si diventa molto più opportunisti. E in fondo quello era solo un gioco da bambini.



martedì 23 settembre 2008

La picchiata

Alitalia è costata ai consumatori in dieci anni 5 miliardi e 187 milioni di euro, già l’anno scorso parlavamo nel post “Nel Blu dipinto di Blu” del super stipendio dell’allora amministratore delegato Cimoli. Stipendio di gran lunga maggiore dei sui colleghi stranieri dirigenti di compagnie di bandiera in attivo. Neppure chi ha succeduto Cimoli ha avuto uno stipendio misero. Maurizio Prato in una denuncia fatta dal Codacons avrebbe guadagnato 326.414 euro in cinque mesi, pari a 2.170 euro al giorno, malgrado la situazione in cui versa la compagnia.

Si parla di italianità, di patria, di patriottismo, a farlo sono coloro i quali hanno ridotto una grande compagnia aerea in questo stato, nel 2001 un’azione dell’azienda valeva 8,5 euro mentre oggi ne vale 0,4. Esemplare è un’affermazione di Aldo Cazzullo sul Corriere della sera Magazine: "Far fallire una compagnia aerea a lungo quasi monopolista non era impresa facile. I sagaci amministratori dell'Alitalia ci sono riusciti benissimo; anche perché il loro compito non era gestire un'azienda con criteri di mercato, bensì garantire i loro mandanti politici con assunzioni ed elargizioni." (10 aprile 2008).

L’azionista di riferimento con il 49,90% è il ministero dell’Economia e delle Finanze, il suo esponente Giulio Tremonti, che credo sia uno dei responsabili del fallimento Alitalia, se ne vede a starsene alla larga dalla vicenda visto che le dichiarazioni le rilascia il ministro del welfare Sacconi.

Alla vigilia delle ultime elezioni c’era la possibilità di disfarsi della compagnia cedendola all’Air France società in attivo nello stesso settore, l’occasione fu strumentalizzata incoscientemente durante la campagna elettorale con il conseguente ritiro dell’offerta. La società francese si sarebbe fatta carico anche dei debiti di Alitalia. Successivamente viene elargito un prestito detto “Ponte” di 300 milioni di euro dal governo con conseguente apertura di una procedura di infrazione da parte della commissione europea nella quale si ipotizzano presunti aiuti di Stato contrari alle regole dell'Unione in materia di concorrenza. L’offerta della soluzione politica CAI è stata bocciata da alcune sigle sindacali, tra cui CGIL, ed ora la situazione è peggiorata.

Più di cinque miliardi di euro e questi signori non sono stati in grado di salvare Alitalia, bastava inserire la compagnia in un circuito internazionale di partenariato e almeno alla fine, quando si è trovata in uno stato di coma profondo non continuare a colpirla.

lunedì 8 settembre 2008

La ricerca della felicità


Prosperità e benessere nella nostra società vengono misurate in termine di Pil. Ma seppur questo indice aumenta non riscontriamo giovamento nello standard di vita della comunità che tende a diminuire. Paradossalmente la crescita del Pil può essere provocata da capannoni dismessi, da un aumento della criminalità, dalle catastrofi naturali e dalle guerre. Fortunatamente l’Unione Europea sta studiando un nuovo indice più concreto da sostituire al primo. Il Gpi è un indicatore che misura il livello qualitativo della vita in una nazione, sembra più utile, non è recente e dal 1970 è iniziato a decrescere. L’indice Fil misura la Felicità Interna Lorda, è stato coniato dal re del Bhutan e poggia su quattro pilastri: la promozione di uno sviluppo equo sostenibile, la preservazione e la promozione dei valori culturali, la conservazione dell’ambiente e il buon governo. Proprio quest’ultimo, seppur può sembrare ironico, ha un gran significato poiché mira ad aumentare la felicità piuttosto che la crescita economica, pone la persona al centro dello sviluppo riconoscendo che l’individuo ha bisogni di natura materiale, spirituale ed emozionale.

Nel Marzo del ’68 Robert Kennedy tenne un discorso sul Pil molto riflessivo, tre mesi dopo fu assassinato durante la sua campagna elettorale. Sarebbe stato eletto presidente degli Stati Uniti.


Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell'ammassare senza fine beni terreni.

Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell'indice Dow-Jpnes, nè i successi del paese sulla base del Prodotto Interno Lordo.

Il PIL comprende anche l'inquinamento dell'aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.

Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle.

Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.

Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l'intelligenza del nostro dibattere o l'onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell'equità nei rapporti fra di noi.

Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.

Può dirci tutto sull'America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani. (Robert Kennedy)

giovedì 4 settembre 2008

Sorpresa!


Non c’è finanziaria né dpef che tenga, al ritorno dalle vacanze i costi continueranno ad incrementarsi. L’inflazione è cresciuta del 3,8%, le tasse sono aumentate, la spesa pubblica è stata decurtata, gli introiti sull’IVA sono vertiginosamente calati, e quest’ultimo aspetto segnala una ripresa dell’evasione fiscale. La politica non è funzionale alla ripresa del paese. La soluzione è stata ricercata nella spesa delle famiglie per far circolare il danaro, un errore: la soluzione è nel contenimento dei costi dei prodotti. I costi troppo alti scoraggiano gli acquisti soprattutto in periodi incerti come quello che stiamo vivendo. E ancora il risanamento non può avvenire solamente con la tassazione, errore che aveva fatto anche il precedente governo, ma deve avvenire attraverso gli investimenti e la crescita. E quindi si dovrebbe ridurre i prezzi di produzione nel comparto industriale e le tasse sul lavoro.

In periodi di crisi economica si dovrebbe cercare di creare una collaborazione tra i maggiori economisti nel paese, l’Italia ne vanta molti e uno di questi probabilmente avrà il Nobel a breve. Invece a governo si è riproposto un personaggio che fallì in un suo precedente mandato quando a causa di una politica fiscale espansiva si incrementò il debito pubblico.

Quando la carica del sole estivo svanirà con le prime piogge d’autunno, gli italiani si troveranno a districarsi tra gli aumenti delle bollette, dei beni di prima necessità e di nuove tasse che gli enti locali dovranno inventarsi per far fronte ai tagli. Qualcuno potrebbe non farcela.



domenica 17 agosto 2008

Io schiavo in Italia


Non ho dimenticato Roberto Maroni quando ad annozero sostenne che al solo parlare dell’adozione del suo pacchetto sicurezza gli sbarchi di clandestini erano diminuiti. Poi è arrivato ad invocare addirittura lo stato di emergenza nazionale. Se le parole avessero memoria…

Il primo problema da affrontare riguardo l’immigrazione è chiedersi: per quale motivo gli immigrati cercano di raggiungere disperatamente il nostro paese e che fine fanno quelli che ci riescono?

Se un immigrato fosse consapevole che in Italia non ci fosse lavoro e che quindi una volta qui non riuscisse a sopravvivere, credo che nessuno arriverebbe nel nostro paese rischiando la vita.

La realtà e che una volta arrivati in Italia i clandestini trovano lavoro nelle campagne, vengono sfruttati e maltrattati, in alcuni casi addirittura pestati a morte. Cosa è successo dopo l’inchiesta pubblicata sul settimanale L’espresso “Io schiavo in Puglia” di Fabrizio Gatti? Tutti presero distanze da quella situazione, il mondo politico si mostrò scandalizzato. Eppure tutti sapevano quello che succede in estate non solo in Puglia ma in molte zone d’Italia. Perché non si interviene?

Mi verrebbe l’idea che questo sfruttamento è necessario all’economia dell’Italia per avere un prezzo più competitivo sul mercato internazionale delle conserve nel caso della Puglia, dei latticini nel caso della Campania. Ci si risparmi le maniere dure, ancora una volta si dà l’idea che l’unico strumento necessario sia quello della forza estrema. La forza estrema è necessaria per tutti quelli che non vogliono lasciare il governo di questo paese malgrado non riescano a far rispettare i diritti fondamentali di un paese civile. Perché se durante l’estate vediamo bambini che camminano sulle spiagge sotto il sole vendendo oggetti e portando pesi, non possiamo ritenerci un paese civile ed è giusto che almeno politicamente qualcuno ne sia responsabile.

sabato 19 luglio 2008

Poveracci

Quando penso ad un modo nuovo di fare politica, mi riferisco ad un approccio diverso riguardo le serie problematiche che affliggono il paese. Una persona che abbia le capacità chiamata ad operare baserebbe il lavoro sul proprio ingegno e non su affermazioni o pubblicizzazioni di provvedimenti populiste. Diversamente una persona che sia rassegnata alla natura delle cose, impotente nelle vicende, ha la sola possibilità per distinguersi da chi lo ha preceduto di usare propaganda ad effetto sulla massa.
E' ciò che sta accadendo in questi giorni.
Un timido sistema era già stato usato nel precedente governo con la c.d. Lenziuolata Bersani riguardo le liberalizzazioni che colpivano quei "Poveracci" dei taxisti, mentre lasciava immuni vere caste da scardinare come notai e farmacisti. Un provvedimento alquanto inutile per i fini che voleva raggiungere.
Brunetta batte tutti! Ha iniziato chiamando fannulloni i dipendenti statali e da professore severo si era preposto di mettere tutti in riga. Ultima trovata l'invio della visita fiscale anche solo per un giorno e decurtazione della retribuzione per malattia. Come se il male di questo stato fossero i dipendenti statali.Ovvio che chi voglia risolvere il problema riguardo la produttività degli statali non usi accanimenti contro questi ma prendi delle misure serie ed efficaci.
Non molto tempo fa alcuni dati misero in rilevanza come i dipendenti statali italiani fossero tre volte il numero di quelli della Francia, ciò lasciava intuire che vi era un sovrannumero di impiegati in Italia. Almeno due impiegati su tre pur recandosi la mattina in ufficio resta con le mani conserte perchè nella migliore delle ipotesi non ha nulla da fare. Un tecnico di buon senso cercherebbe di impiegare meglio questi lavoratori, nell'attesa che l'organico man mano si sfoltisca(ad es. con il pensionamento) ed incentivando la riduzione dell'organico. Se invece un dipendente è svogliato e non ha intenzione di produrre allora vanno utilizzati tutti i mezzi possibili per farlo restare a casa.
Resta il fatto che se un dipendete non lavora le responsabilità sono di chi ha il compito di pretendere le prestazioni ovvero di chi dirige gli statali. Cercare un capro espiatorio in una categoria di lavoratori è sicuramente improduttivo per questo paese tanto più se questa categoria non è quella dei più forti.

lunedì 23 giugno 2008

Gioco scorretto


Pensare ad una redenzione di Berlusconi è stato da ingenui, “per il bene del paese” si sarebbero dovute trovare larghe maggioranze e quindi collaborazione con l’opposizione. Ma con chi gioca scorretto non si può giocare corretto, dopo quindici anni di politica impari come è fatta una persona, non puoi meravigliarti se sei stato nuovamente raggirato.

“Per il bene del paese”, detto da un cittadino qualunque ha veramente significato, l’opposizione non dovrebbe ostruire il governo e collaborare nelle riforme, ma quando si usa impropriamente il potere elettivo, l’opposizione ha il dovere di mettere in discussione l’operato.

Non credo nelle proteste di piazza o meglio non credo dovrebbe farle l’opposizione quando ha la possibilità di fare politica in parlamento. Questa settimana sono stati approvati due emendamenti proposti dall’Idv e dall’Udc in tema di rifiuti, il governo è stato battuto su un tema importante del suo programma(credo importante per i programmi di qualsiasi esecutivo che fosse stato eletto), il partito maggioritario d’opposizione non ha battuto ciglio sull’argomento.

L’ultimo esecutivo, se lo ricordate bene, veniva criticato costantemente per molto meno, per i soli pensieri divergenti all’interno della maggioranza. Per quanto riguarda la politica estera, l’attuale governo all’ora opposizione, costrinse il governo Prodi a chiedere fiducia e votò contro pur se condivideva gli importanti temi riguardo l’Afghanistan e la base di Al Molin. La politica estera di questo governo è alquanto vacillante, la Lega Nord non condivide il pensiero europeista del governo, sarebbe stato normale da parte dell’opposizione richiedere un dibattito e un voto sulla politica estera italiana e tastare la compattezza del governo. Perché dunque arrivare a settembre con una manifestazione di piazza?

mercoledì 4 giugno 2008

Il magliaro


Quando hai tre mele, diceva qualcuno, non puoi dividerne quattro specialmente quando hai intenzione di trattenerle tutte per te.

Avevamo aspettato con ansia i provvedimenti che il pdl aveva promesso di adottare in campagna elettorale riguardo alla crisi dei mutui. Ed eccoli arrivare. Una delusione per quanti avevano creduto alle millanterie pre-elettorali di Giulio Tremonti. Gli aiuti alle famiglie si sono risolti in un pagamento degli interessi al termine del pagamento dei mutui con i rispettivi interessi ovvero gli interessi sugli interessi. I provvedimenti quindi non prevedono benefici di 800 euro figuriamoci di 1200 come si prospettava. E cosa ancor più giusta da attuare, da parte di un governo coscienzioso, non convertono il mutuo da variabile a fisso. Ciò vuol dire che se i mutui dovessero aumentare le rate aumenteranno con esso. Intanto qualche malpensante si chiede in che modo vengano spesi i 20 milioni promessi dal governo a favore delle famiglie disagiate a causa dei mutui.

La prima mela viene trattenuta con la riduzione della rata del mutuo ma con l’allungamento della durata del prestito che può, come già detto, incrementarsi. I vantaggi sembrano più per le banche che per i mutuatari.

La seconda mela è stata definita Robin Hood Tax. Riporto un commento di Debora Billi, molto significativo: la Robin Hood Tax ha scarsissime possibilità di servire a qualcosa... e forse proprio per questo sarà serenamente approvata.

Tutte le multinazionali petroliere non operano nel nostro territorio, in Italia non ci sono petrolieri o meglio una società petrolifera c’è: l’ENI che è proprietà del 30% dello stato. Quindi ne conseguirà che la Robin Tax la pagherà…

La prossima mossa del governo dovrebbe essere la riduzione dei costi delle bollette, mi vengono in mente costi impropriamente pagati fino ad oggi come il cip6, il canone fisso del telefono, le privatizzazioni idriche. Rischieremmo di rimanere delusi se auspicassimo qualcosa di buono.

martedì 27 maggio 2008

Il volto di chi ha già deciso


Un euro e dieci centesimi è davvero troppo per mezzo kilo di pasta. Un gruppo di persone sceglie di darsi delle regole, di formare uno stato per ottenere protezione da esso. Così non è nella nostra nazione tuttociò è il seguito di una patologia troppo forte che caratterizza la nostra epoca.

Le istituzioni avrebbero avuto il compito di intervenire, avrebbero dovuto farlo soprattutto perché la speculazione avviene su prodotti di prima necessità come latte, pane, pasta e quindi se in passato sulla speculazione degli immobili, che ha reso gravoso l’acquisto di una casa ai ceti meno abbienti, si ci poteva discutere sull’etica della speculazione e che comunque ha portato a forti sciacallaggi, almeno in questo caso la gravosità della speculazione non è opinabile.

Come in tutte le speculazioni o tutti i grandi investimenti il lavoro si prepara, “il grande colpo” si costruisce giorno per giorno, non è frutto del caso. Così è facile pensare che tutto ciò che sta succedendo nella Campania, ma non solo, è stato studiato tempo addietro. Ho seguito gran parte delle inchieste sulla emergenza rifiuti. L’acquisto e la vendita dei terreni in queste regioni è un passaggio cruciale della vicenda, le organizzazioni illecite sono attive nelle traslazioni. Molti terreni nelle zone in emergenza rifiuti sono contaminati ciò significa che i prodotti coltivati in queste terre non possono essere destinati al consumo alimentare, altri terreni lo saranno a breve e se non si prenderanno misure serie i terreni contaminati si incrementeranno.

Il susseguirsi della vicenda matura la normale sensazione che tutto sia stato già deciso. Trovare una giustificazione, o farlo risultare addirittura indispensabile, la conversione dei terreni per la produzione dell’etanolo: l’affare di questo secolo.

lunedì 21 aprile 2008

Un idea stupida è pur sempre un idea

In un paese normale un ministro che non svolga con almeno sufficienti risultati il proprio compito viene mandato a casa, con la pensione o senza non importa. Se questo ministro si occupa di economia, allora una volta a casa la pensione la farà gestire dal coniuge.
Giulio Tremonti fu ministro dell'economia nel governo Berlusconi i suoi risultati, e purtroppo anche quelli dell'Italia, furono pessimi: crescita zero o stagnazione come la definì il suo primo ministro.
Durante le elezioni l'abbiamo ascoltato tutte le sere in qualche programma mediatico. Se non si fosse candidato Berlusconi, sarebbe stato lui il premier del pdl ne sono sicuro. Mi ha sorpreso tantissimo, aveva una soluzione per ogni tipo di problema, se non fosse stato per il fatto che lui aveva già ricoperto il ruolo di primo ministro, forse gli avrei creduto, siccome lui quell'incarico l'ha già ricoperto mi è venuto normale pensare perchè non avesse adottato tutte quelle soluzioni che in questa o quella strasmissione stava dicendo. Magari senza dircelo ci avrebbe fatto una sorpresa facendo arricchire le imprese e le famiglie italiane.
E invece con calma ci da la soluzione al problema dei mutui, dare i soldi alle banche, la soluzione allo sviluppo delle imprese, mettere i dazi alla cina e a qualsiasi problema vecchio o nuovo mai affrontato prima.
Le soluzioni a dire il vero sono molto opinabili, ma un idea è pur sempre un idea rispetto a chi un pensiero non lo ha espresso. Sicuramente anche questo ha fatto si che il divario di preferenze tra i due maggiori partiti si incrementasse. Il pd non ha mostrato un idea chiara su temi attuali, importanti riguardanti il settore economico. Le lenzuolate di Bersani sono state coraggiose contro corporazioni forti ma non sono bastate.
Così l'unica idea benchè stupida si è trovata ad essere la migliore.

sabato 29 marzo 2008

L'Elites

“Non c’è vita associata senza che esista una ristretta classe dirigente ben organizzata (o classe politica), che monopolizza il potere e comanda alla classe governata, maggioritaria ma diorganizzata”. Da Elementi di scienza politica.

Nel 1896 Gaetano Mosca parla di elites ovvero di una ristretta cerchia di persone che detiene il potere e lo monopolizza grazie alla propria organizzazione. L’elites per mezzo della propria organizzazione gode di vantaggi che al potere sono uniti. La classe governante dirige e regola la classe governata con metodi più o meno legali, ovvero più o meno arbitrari e violenti, e ad esso fornisce, almeno apparentemente, i mezzi materiali di sussistenza e quelli che alla vitalità dell’organismo politico sono necessari.

Mosca, che usava il termine classe politica per riferirsi all'élite, propose il criterio delle tre C per descrivere il funzionamento dei detentori del potere:

  • Consapevolezza; i membri della classe politica sono infatti consapevoli delle loro comuni posizioni politiche, sociali ed economiche e dello stato frammentato della massa.
  • Coesione; a differenza della masse, i membri della classe politica si alleano e si organizzano.
  • Cospirazione; i membri della classe politica mascherano il loro governo sulla massa, nascondono il fatto che vi sia un'élite al potere.

Ed inoltre in “Teorica dei governi e del governo parlamentare” Mosca parla delle liste bloccate quale mezzo dell’elites. Dopo oltre un secolo, non è cambiato niente le elites si sono susseguite e riescono a mantenere il potere per un tempo più lungo.

venerdì 21 marzo 2008

Un obolo per un politico

Mi ha fatto terrore l’idea di cui, non poche sere fa, si parlava in televisione di dare soldi alle associazioni per sfamare le persone che non riescono a provvedere da se. Lo sciacallaggio elettorale è continuato per tutta la serata credo che abbia vinto il centrodestra ma lo schieramento opposto non è stato di meno. Varie fonti di introiti statali venivano destinate a questi scopi, i miliardi di euro erano accompagnate da frasi di pietà e commozione verso queste persone, sempre più numerose come sostenevano gli onorevoli generosi seduti nel salotto.

Credo che bisogna avere rispetto di ogni singolo individuo che non riesca a provvedere da sé al proprio sostentamento, tanto rispetto da non parlare di carità, soprattutto se questa venga fatta dagli artefici della miseria. Il terrore è che la carità non fa crescere il povero né tanto meno lo rende ricco.

Un uomo ricco è ben contento di fare la carità ad un mendicante perché sa che questi non avrà mai parte della sua ricchezza ma ben si oppone quando l’uomo per proprio ingegno può ottenerne in parte o in toto. Lo stato non può occuparsi della beneficienza, lo stato deve provvedere a rendere i propri cittadini autonomi, deve occuparsi della crescita dell’economia, dello sviluppo, creare occupazione. Tutte cose che rendono un uomo autosufficiente e libero. Viceversa fare l’elemosina rende l’uomo prigioniero. Questo metodo di sostentamento a coloro che non riescono a provvedere di per sé è diffusissimo in questo paese malato ed è parte del virus. L’Italia che verrà metterà in condizione tutti di poter provvedere al proprio sostentamento. Naturalmente coloro che pensano nell’elemosina dello stato non faranno parte dell’Italia post ideologica ovvero questi politici non ne faranno parte. Chi governa quindi si occupasse dei compiti propri dello stato, della beneficenza si occupa il cittadino comune, tanto generoso da continuare ancora a dare un obolo per un politico.

venerdì 14 marzo 2008

Il rianimo italiano

Ogni anno l'Italia parte con un deficit di 75 miliardi di euro circa a causa del debito pubblico contratto durante la prima repubblica, l'epoca che ancora oggi viene rimpianta come il periodo "in cui si stava meglio quando si stava peggio". Ogni anno il debito tende ad aumentare a causa degli interessi sul debito. A mettere un freno ci ha provato Prodi nell'ultimo governo, ma le tasse non sono lo strumento ideale nè tantomeno efficace per risollevare il paese. Mi è venuta in mente la teoria funzionalista per cui il resto degli organi supperisce a quello malato, ma quando il cancro è in uno stato avanzato meglio adottare altre formule. Così ho pensato alla teoria conflittualista il fine è ottimo lo spazzamento dello status quo e il ricambio delle elites, ma il processo è lungo e difficile da adattare alla nostra epoca.

Un Rianimo Italiano è possibile, la furbizia dello stupido non ci ha portato da nessuna parte. Meglio credere in noi stessi. Basta allora economia di sussistenza. La maggior parte degli italiani inizia la giornata alle cinque del mattino rientra in casa alle sei del pomeriggio dopo una giornata di lavoro. Pensare che si possa fare qualcosa di meglio è lecito. Poi c'è un'altra parte dell'Italia quella che tira il carretto del politico per avere benefici. Che vota chi gli fa evadere sul reddito. Ma quando una impresa non ha più reddito allora non c'è compromesso che tenga. Ed è quello che sta succedendo in Italia.

In un "Rianimo Italiano" ci penso, ci credo ed è giusto sperarci. L'Italia non ha bisogno di vecchi politici, di falso liberalismo che opprime il popolo con la miseria. L'Italia ha bisogno di mettere in discussione chi sta al vertice del potere politico, di non ascoltare il pessimismo di chi lavora per gli uomini al potere. L’italiano non è un parassita, né un inette né tanto meno incapace.

venerdì 29 febbraio 2008

L'interesse individuale VS l'interesse collettivo

Qualcuno definirebbe l’interesse come l’ambizione di un soggetto al raggiungimento di un obbiettivo a cui si contrapporrebbe un interesse di tipo collettivo che restringerebbe la sfera di funzioni che portino al raggiungimento dello scopo da parte dell’individuo. Senza l’interesse collettivo il primo potrebbe realizzare lo scopo anche con metodi più o meno legali.

Nelle elezioni di un rappresentante istituzionale i due interessi si contendono e sono gli unici elementi che contano pur non essendo mai citati.

“Questa volta gli italiani non sbaglieranno” così esordì un signore mentre assieme assistevamo alla caduta del governo. Per lui bisognava votare Berlusconi!!! Mi venne naturale chiedergli le ragioni. L’uomo più ricco d’Italia già aveva governato ed il suo esecutivo non aveva certo brillato, inoltre non poco tempo addietro una sentenza di ultimo grado aveva affermato il falso in bilancio del politico ma lo aveva assolto sostenendo che con una legge fatta quando lui risiedeva a Palazzo Chigi l’atto non era considerato più reato. Quindi riguardo l’onestà non è certo apprezzabile.

Le ragioni gli vennero di getto, ciò avrebbe potuto farmi ricredere ma mio malgrado non fu così. “I comunisti”, come lui chiamava il precedente governo, gli controllavano i conti. “Se lui avesse prelevato 30000 euro dalla sua società gli avrebbero chiesto spiegazioni riguardo la destinazione del contante e quindi non avrebbe neppure potuto fare un regalo con quei soldi”.

Così capii che l’interesse individuale del signore a disporre dei soldi della società che gestiva era più forte dell’interesse collettivo a controllare che i soldi della società non siano usati illegalmente.

Malgrado la classe politica non ci faccia ben sperare circa la formulazione degli interessi, credo che le nostre coscienze debbano propendere per l’interesse collettivo. Un giorno lo dovremo pur cambiare questo paese.

sabato 9 febbraio 2008

La leggittimazione del potere


Se non avessimo sostituito la legge alettorale alle elezioni del '93, la nostra amata nazione avrebbe avuto un'altra storia. A governare sarebbe stato il PDS di Achille Occhetto, il proporzionale lo avrebbe reso vincitore. Ma si volle cambiare e si scelse il maggioritario così a vincere fu la coalizione di centro-destra. Chissà se si fosse fatto una legge che avrebbe regolato il conflitto di interessi...io credo di no!

Un sistema elettorale è molto importante per le sorti di una nazione. In qualsiasi stato democratico la leggittimazione del potere deve avvenire in modo pieno e quanto più coerente.

La leggittimazione impersonale è solo una formalità, un modo per dimostrare che uno stato è democratico e che il potere è in mano al popolo. Ma è importante che questa formalità venga garantita.

Non è possibile che la leggittimazione venga ostacolata. La legge elettorale firmata da Calderoli ha avuto questo ruolo, le conseguenze che abbiamo avuto è stata una incapacità di governare e uno stato già a pezzi che ha prolungato la sua crisi. Non procedere ad una riforma elettorale è stato un gesto ancora più irresponsabile dei fautori della legge stessa. Uno stato ha bisogno di un governo forte e leggittimato, tanto più se si tratta di un paese in crisi.

venerdì 1 febbraio 2008

Maledetti sacchetti


Mentre il medico studia… diceva un vecchio detto, i fiumi di rifiuti dilagano. Non c’è niente che si debba studiare in un’emergenza, bisogna agire. Agire con convinzione e chiarezza con metodi esemplari. E’ il trauma che fa riflettere l’uomo e quando l’uomo non riflette in un trauma non cresce.

Gli inceneritori sono una necessità? Non bastano occorre una radicale sterzata. Neppure la raccolta differenziata non basta nello stato in cui siamo arrivati. Le immagini che scorrono lungo lo schermo non ci fanno ancora riflettere: di quante cose possiamo fare a meno? Credete che si possa fare la raccolta differenziata? E quei maledetti sacchetti che oramai sono il simbolo della calamità rifiuti come li differenziamo. Credete che siano i soli? Il simbolo appare ma all’interno c’è il problema. I rifiuti che si producono non sono riciclabili. Occorre un progetto, delle norme, le attrezzature. Occorrono delle regole uniformi sul tutto il territorio:

  • Quei maledetti sacchetti non vanno prodotti. E’ un principio.
  • Poi ci vogliono delle norme che non permettano la commercializzazione di prodotti che una volta smessi sono difficilmente riciclabili e che possono diversamente essere assemblati con un maggior riutilizzo dei componenti. In questo lo stato deve investire fondi per la ricerca. E’ un buon inizio.
  • Il vuoto a rendere è fondamentale. I commercianti hanno un ruolo principale. (Ad es. le bottiglie di vetro vanno restituite presso il supermarket, le pile al tabacchino e.t.c.). Chi non collabora ci rimette, chi collabora può guadagnare. I ragazzini si attiverebbero per recuperare il vuoto sensibilizzandosi e guadagnando meritatamente. Lo stato deve dare incentivi per i commercianti che più si attivano. E’ un elemento necessario.
  • La raccolta porta a porta è indispensabile.
  • Poi ci vogliono le isole ecologiche e le attrezzature per recuperare il riciclato.
  • Ed infine lo stato deve investire sulla ricerca per eliminare i rifiuti non smaltibili che dovrebbero essere una percentuale minima, che possono essere depositati nel frattempo in siti di stoccaggio.

Questa è un esempio di economia che recupera i rifiuti ma è soprattutto un segno di civiltà. Purtroppo però noi non possiamo fare a meno di inceneritori e cip6.

martedì 8 gennaio 2008

Nuovo commercio, vecchia guerra


Le informazioni devono essere strettamente personali la motivazione è ovvia: la sicurezza del contingente. Non so che tipo di missione si vada a fare in quella zona. Peace teaking o peace keaping, il termine guerra non viene mai nominato dal ministro degli esteri o qualsiasi altro organo politico all’inizio delle operazioni ma viene recepito all’istante.

Secondo il ministero della difesa ci sono tre operazioni in Afghanistan: EUPOL AFGHANISTAN, ISAF HQ - International Security Assistance Force Headquarters e RC-C - Regional Command Capital a Kabul e RC-W - PRT – FSB. Tutte pacifiche.

Mi ritorna in mente un episodio accaduto quando frequentavo il liceo, il preside di un altro istituto fece ritirare la bandiera della pace issata da giovani studenti all’inizio proprio di quella guerra. La considerò un gesto politico. La pace è un valore che dovrebbe essere radicato in un paese civile. In un paese civile non esiste fare guerra, si fa commercio. La guerra è sintomo di debolezza. Quando uno dei più grandi paesi al mondo non riesce a competere con le risorse di un altro, non ha invettiva e carattere per accrescere il PIL fa la guerra per sopraffare l’altro paese. Chi non riesce con l’intelletto ovvia con la prepotenza. L’Italia in tutto questo è uno strumento.

Migliaia di giovani italiani ogni anno partecipano a queste pseudo pacifiche operazioni militari frutto di una incapacità di fare politica della nostra classe dirigente.

Non so di quale di queste tre operazioni faccia parte Carmela ma spero che questi angeli che lunedì partiranno per Kabul vada tutto bene e riescano a portare amore in una terra che ha conosciuto per molto tempo solo odio.

sabato 5 gennaio 2008

Fiumi di rifiuti - Il Seguito

Abbiamo già parlato, non molto tempo fa, dei fiumi di rifiuti che riversano lungo le strade di Napoli e provincia e del problema dei rifiuti in Campania. A distanza di tempo nulla è stato ancora risolto.

Eppure ricordo il sindaco di Napoli Iervolino il 10 Luglio scorso tutta contenta annunciare che il problema dei rifiuti a Napoli era ormai lasciato alle spalle. Evidentemente fu colpita dalla diffusissima sindrome berlusconiana. Fatto sta che quando molto coraggiosamente scrivemmo che l'unica soluzione per una classe di incapaci è la soluzione peggiore non dicemmo il falso.
L'Italia è rimasta ai termovalorizzatori perché non investe soldi nella ricerca e non riesce a proporre niente di meno nocivo. Ma la spazzatura lungo le strade che sprigiona diossina è più dannosa delle nanoparticelle. E in una comunità governata da una classe di incapaci si sceglie il male minore. Quindi ripropongo la teoria che la differenziata vada fatta, credo sia un pensiero unanime. Insieme proponemmo il vuoto a rendere. Ed infine per i rifiuti non differenziabili si faccia un inceneritore. Successivamente e solo in seguito politica e finti ambientalisti continuassero ad acciuffarsi, mentre persone più ponderate, nonostante la sciagurataggine della situazione credo ce ne siano, si adoperassero per innovare la tecnologia.
Seppur abbia tentato di non ascoltare le strumentalizzazioni, ciò è stato vano. Così non posso non rispondere alla Lega Nord che manifestava il proprio dissenso distaccando materialmente la propria regione dalla Campania sentendosi defraudati. Il problema dei rifiuti è un problema nazionale e lo è ancora di più Lombardo poiché da quelle zone provengono le scorie radioattive illecitamente sotterrate in suoli campani. Chi è che può sentirsi defraudato?
Ed infine in risposta a al coordinatore regionale di AN Landolfi, avrei piacere che Bassolino si dimetta ma il problema non ha colore politico. Iniziò proprio con un esponente di AN Rastrelli ed il problema si aggravò di molto con il commissariato di Catenacci di FI.
In realtà la piramide di Bassolino non cadrà sotto i cumuli di spazzatura e purtroppo neppure la complicità degli oppositori.

martedì 1 gennaio 2008

Essere competitivi

Foto da folklorenapoletano.blogspot.com

Si è soliti finire l’anno con buoni auspici per il nuovo che verrà. Così scrivo un post con un buon augurio a cui tengo tanto. Farò attenzione a non confondermi con le lettere di autoesaltazione che ho letto di persone più o meno illustri di enti e istituzioni riguardo il bilancio di fine anno e gli auguri per il prossimo. Tutti bravi… naturalmente scherzo.

Ad inizio dell’anno scorso mi stravolse la notizia del primo omicidio annuale a Napoli avvenuto il 6 Gennaio, la camorra aveva migliorato il record. Così per tutto l’anno ho seguito gli omicidi nel napoletano. Sono stati in tutto 120, l’ultimo poco prima di mezzanotte della vigilia di capodanno.

In alcuni casi, la vittima era innocente, negli altri invece faceva parte della criminalità. Il mio augurio per questo anno è che lo stato possa competere con le organizzazioni malavitose e non confondersi con esse facendosi rappresentare da personaggi da dubbia provenienza. Dicevo lo stato deve competere, perché la mafia riesce ad offrire di più. In alcune parti di Italia le organizzazioni malavitose sono come delle istituzioni, le persone si rivolgono ai “Mammasantissima” per ottenere un lavoro, una casa, un prestito. Se un cittadino ha bisogno deve rivolgersi allo stato non alla mafia, è lo stato che deve aiutare ogni singolo cittadino, deve seguire e incentivare la buona educazione dei ragazzi e far si che questi non prendano strade sbagliate. Il mio augurio è che lo faccia già da adesso, questo è l’unico modo meno pericoloso e più efficace per combattere la criminalità.