“Non c’è vita associata senza che esista una ristretta classe dirigente ben organizzata (o classe politica), che monopolizza il potere e comanda alla classe governata, maggioritaria ma diorganizzata”. Da Elementi di scienza politica.
Nel 1896 Gaetano Mosca parla di elites ovvero di una ristretta cerchia di persone che detiene il potere e lo monopolizza grazie alla propria organizzazione. L’elites per mezzo della propria organizzazione gode di vantaggi che al potere sono uniti. La classe governante dirige e regola la classe governata con metodi più o meno legali, ovvero più o meno arbitrari e violenti, e ad esso fornisce, almeno apparentemente, i mezzi materiali di sussistenza e quelli che alla vitalità dell’organismo politico sono necessari.
Mosca, che usava il termine classe politica per riferirsi all'élite, propose il criterio delle tre C per descrivere il funzionamento dei detentori del potere:
- Consapevolezza; i membri della classe politica sono infatti consapevoli delle loro comuni posizioni politiche, sociali ed economiche e dello stato frammentato della massa.
- Coesione; a differenza della masse, i membri della classe politica si alleano e si organizzano.
- Cospirazione; i membri della classe politica mascherano il loro governo sulla massa, nascondono il fatto che vi sia un'élite al potere.
Ed inoltre in “Teorica dei governi e del governo parlamentare” Mosca parla delle liste bloccate quale mezzo dell’elites. Dopo oltre un secolo, non è cambiato niente le elites si sono susseguite e riescono a mantenere il potere per un tempo più lungo.


