"Mirate in alto, calciate lontano: se andate a caccia di stelle può darsi che non le troviate, ma non tornerete con un pugno di fango".(Gibran)

sabato 29 marzo 2008

L'Elites

“Non c’è vita associata senza che esista una ristretta classe dirigente ben organizzata (o classe politica), che monopolizza il potere e comanda alla classe governata, maggioritaria ma diorganizzata”. Da Elementi di scienza politica.

Nel 1896 Gaetano Mosca parla di elites ovvero di una ristretta cerchia di persone che detiene il potere e lo monopolizza grazie alla propria organizzazione. L’elites per mezzo della propria organizzazione gode di vantaggi che al potere sono uniti. La classe governante dirige e regola la classe governata con metodi più o meno legali, ovvero più o meno arbitrari e violenti, e ad esso fornisce, almeno apparentemente, i mezzi materiali di sussistenza e quelli che alla vitalità dell’organismo politico sono necessari.

Mosca, che usava il termine classe politica per riferirsi all'élite, propose il criterio delle tre C per descrivere il funzionamento dei detentori del potere:

  • Consapevolezza; i membri della classe politica sono infatti consapevoli delle loro comuni posizioni politiche, sociali ed economiche e dello stato frammentato della massa.
  • Coesione; a differenza della masse, i membri della classe politica si alleano e si organizzano.
  • Cospirazione; i membri della classe politica mascherano il loro governo sulla massa, nascondono il fatto che vi sia un'élite al potere.

Ed inoltre in “Teorica dei governi e del governo parlamentare” Mosca parla delle liste bloccate quale mezzo dell’elites. Dopo oltre un secolo, non è cambiato niente le elites si sono susseguite e riescono a mantenere il potere per un tempo più lungo.

venerdì 21 marzo 2008

Un obolo per un politico

Mi ha fatto terrore l’idea di cui, non poche sere fa, si parlava in televisione di dare soldi alle associazioni per sfamare le persone che non riescono a provvedere da se. Lo sciacallaggio elettorale è continuato per tutta la serata credo che abbia vinto il centrodestra ma lo schieramento opposto non è stato di meno. Varie fonti di introiti statali venivano destinate a questi scopi, i miliardi di euro erano accompagnate da frasi di pietà e commozione verso queste persone, sempre più numerose come sostenevano gli onorevoli generosi seduti nel salotto.

Credo che bisogna avere rispetto di ogni singolo individuo che non riesca a provvedere da sé al proprio sostentamento, tanto rispetto da non parlare di carità, soprattutto se questa venga fatta dagli artefici della miseria. Il terrore è che la carità non fa crescere il povero né tanto meno lo rende ricco.

Un uomo ricco è ben contento di fare la carità ad un mendicante perché sa che questi non avrà mai parte della sua ricchezza ma ben si oppone quando l’uomo per proprio ingegno può ottenerne in parte o in toto. Lo stato non può occuparsi della beneficienza, lo stato deve provvedere a rendere i propri cittadini autonomi, deve occuparsi della crescita dell’economia, dello sviluppo, creare occupazione. Tutte cose che rendono un uomo autosufficiente e libero. Viceversa fare l’elemosina rende l’uomo prigioniero. Questo metodo di sostentamento a coloro che non riescono a provvedere di per sé è diffusissimo in questo paese malato ed è parte del virus. L’Italia che verrà metterà in condizione tutti di poter provvedere al proprio sostentamento. Naturalmente coloro che pensano nell’elemosina dello stato non faranno parte dell’Italia post ideologica ovvero questi politici non ne faranno parte. Chi governa quindi si occupasse dei compiti propri dello stato, della beneficenza si occupa il cittadino comune, tanto generoso da continuare ancora a dare un obolo per un politico.

venerdì 14 marzo 2008

Il rianimo italiano

Ogni anno l'Italia parte con un deficit di 75 miliardi di euro circa a causa del debito pubblico contratto durante la prima repubblica, l'epoca che ancora oggi viene rimpianta come il periodo "in cui si stava meglio quando si stava peggio". Ogni anno il debito tende ad aumentare a causa degli interessi sul debito. A mettere un freno ci ha provato Prodi nell'ultimo governo, ma le tasse non sono lo strumento ideale nè tantomeno efficace per risollevare il paese. Mi è venuta in mente la teoria funzionalista per cui il resto degli organi supperisce a quello malato, ma quando il cancro è in uno stato avanzato meglio adottare altre formule. Così ho pensato alla teoria conflittualista il fine è ottimo lo spazzamento dello status quo e il ricambio delle elites, ma il processo è lungo e difficile da adattare alla nostra epoca.

Un Rianimo Italiano è possibile, la furbizia dello stupido non ci ha portato da nessuna parte. Meglio credere in noi stessi. Basta allora economia di sussistenza. La maggior parte degli italiani inizia la giornata alle cinque del mattino rientra in casa alle sei del pomeriggio dopo una giornata di lavoro. Pensare che si possa fare qualcosa di meglio è lecito. Poi c'è un'altra parte dell'Italia quella che tira il carretto del politico per avere benefici. Che vota chi gli fa evadere sul reddito. Ma quando una impresa non ha più reddito allora non c'è compromesso che tenga. Ed è quello che sta succedendo in Italia.

In un "Rianimo Italiano" ci penso, ci credo ed è giusto sperarci. L'Italia non ha bisogno di vecchi politici, di falso liberalismo che opprime il popolo con la miseria. L'Italia ha bisogno di mettere in discussione chi sta al vertice del potere politico, di non ascoltare il pessimismo di chi lavora per gli uomini al potere. L’italiano non è un parassita, né un inette né tanto meno incapace.