Ogni anno l'Italia parte con un deficit di 75 miliardi di euro circa a causa del debito pubblico contratto durante la prima repubblica, l'epoca che ancora oggi viene rimpianta come il periodo "in cui si stava meglio quando si stava peggio". Ogni anno il debito tende ad aumentare a causa degli interessi sul debito. A mettere un freno ci ha provato Prodi nell'ultimo governo, ma le tasse non sono lo strumento ideale nè tantomeno efficace per risollevare il paese. Mi è venuta in mente la teoria funzionalista per cui il resto degli organi supperisce a quello malato, ma quando il cancro è in uno stato avanzato meglio adottare altre formule. Così ho pensato alla teoria conflittualista il fine è ottimo lo spazzamento dello status quo e il ricambio delle elites, ma il processo è lungo e difficile da adattare alla nostra epoca.
Un Rianimo Italiano è possibile, la furbizia dello stupido non ci ha portato da nessuna parte. Meglio credere in noi stessi. Basta allora economia di sussistenza. La maggior parte degli italiani inizia la giornata alle cinque del mattino rientra in casa alle sei del pomeriggio dopo una giornata di lavoro. Pensare che si possa fare qualcosa di meglio è lecito. Poi c'è un'altra parte dell'Italia quella che tira il carretto del politico per avere benefici. Che vota chi gli fa evadere sul reddito. Ma quando una impresa non ha più reddito allora non c'è compromesso che tenga. Ed è quello che sta succedendo in Italia.
In un "Rianimo Italiano" ci penso, ci credo ed è giusto sperarci. L'Italia non ha bisogno di vecchi politici, di falso liberalismo che opprime il popolo con la miseria. L'Italia ha bisogno di mettere in discussione chi sta al vertice del potere politico, di non ascoltare il pessimismo di chi lavora per gli uomini al potere. L’italiano non è un parassita, né un inette né tanto meno incapace.


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