"Mirate in alto, calciate lontano: se andate a caccia di stelle può darsi che non le troviate, ma non tornerete con un pugno di fango".(Gibran)

venerdì 21 marzo 2008

Un obolo per un politico

Mi ha fatto terrore l’idea di cui, non poche sere fa, si parlava in televisione di dare soldi alle associazioni per sfamare le persone che non riescono a provvedere da se. Lo sciacallaggio elettorale è continuato per tutta la serata credo che abbia vinto il centrodestra ma lo schieramento opposto non è stato di meno. Varie fonti di introiti statali venivano destinate a questi scopi, i miliardi di euro erano accompagnate da frasi di pietà e commozione verso queste persone, sempre più numerose come sostenevano gli onorevoli generosi seduti nel salotto.

Credo che bisogna avere rispetto di ogni singolo individuo che non riesca a provvedere da sé al proprio sostentamento, tanto rispetto da non parlare di carità, soprattutto se questa venga fatta dagli artefici della miseria. Il terrore è che la carità non fa crescere il povero né tanto meno lo rende ricco.

Un uomo ricco è ben contento di fare la carità ad un mendicante perché sa che questi non avrà mai parte della sua ricchezza ma ben si oppone quando l’uomo per proprio ingegno può ottenerne in parte o in toto. Lo stato non può occuparsi della beneficienza, lo stato deve provvedere a rendere i propri cittadini autonomi, deve occuparsi della crescita dell’economia, dello sviluppo, creare occupazione. Tutte cose che rendono un uomo autosufficiente e libero. Viceversa fare l’elemosina rende l’uomo prigioniero. Questo metodo di sostentamento a coloro che non riescono a provvedere di per sé è diffusissimo in questo paese malato ed è parte del virus. L’Italia che verrà metterà in condizione tutti di poter provvedere al proprio sostentamento. Naturalmente coloro che pensano nell’elemosina dello stato non faranno parte dell’Italia post ideologica ovvero questi politici non ne faranno parte. Chi governa quindi si occupasse dei compiti propri dello stato, della beneficenza si occupa il cittadino comune, tanto generoso da continuare ancora a dare un obolo per un politico.

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