"Mirate in alto, calciate lontano: se andate a caccia di stelle può darsi che non le troviate, ma non tornerete con un pugno di fango".(Gibran)

martedì 27 maggio 2008

Il volto di chi ha già deciso


Un euro e dieci centesimi è davvero troppo per mezzo kilo di pasta. Un gruppo di persone sceglie di darsi delle regole, di formare uno stato per ottenere protezione da esso. Così non è nella nostra nazione tuttociò è il seguito di una patologia troppo forte che caratterizza la nostra epoca.

Le istituzioni avrebbero avuto il compito di intervenire, avrebbero dovuto farlo soprattutto perché la speculazione avviene su prodotti di prima necessità come latte, pane, pasta e quindi se in passato sulla speculazione degli immobili, che ha reso gravoso l’acquisto di una casa ai ceti meno abbienti, si ci poteva discutere sull’etica della speculazione e che comunque ha portato a forti sciacallaggi, almeno in questo caso la gravosità della speculazione non è opinabile.

Come in tutte le speculazioni o tutti i grandi investimenti il lavoro si prepara, “il grande colpo” si costruisce giorno per giorno, non è frutto del caso. Così è facile pensare che tutto ciò che sta succedendo nella Campania, ma non solo, è stato studiato tempo addietro. Ho seguito gran parte delle inchieste sulla emergenza rifiuti. L’acquisto e la vendita dei terreni in queste regioni è un passaggio cruciale della vicenda, le organizzazioni illecite sono attive nelle traslazioni. Molti terreni nelle zone in emergenza rifiuti sono contaminati ciò significa che i prodotti coltivati in queste terre non possono essere destinati al consumo alimentare, altri terreni lo saranno a breve e se non si prenderanno misure serie i terreni contaminati si incrementeranno.

Il susseguirsi della vicenda matura la normale sensazione che tutto sia stato già deciso. Trovare una giustificazione, o farlo risultare addirittura indispensabile, la conversione dei terreni per la produzione dell’etanolo: l’affare di questo secolo.

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