Non ho dimenticato Roberto Maroni quando ad annozero sostenne che al solo parlare dell’adozione del suo pacchetto sicurezza gli sbarchi di clandestini erano diminuiti. Poi è arrivato ad invocare addirittura lo stato di emergenza nazionale. Se le parole avessero memoria…
Il primo problema da affrontare riguardo l’immigrazione è chiedersi: per quale motivo gli immigrati cercano di raggiungere disperatamente il nostro paese e che fine fanno quelli che ci riescono?
Se un immigrato fosse consapevole che in Italia non ci fosse lavoro e che quindi una volta qui non riuscisse a sopravvivere, credo che nessuno arriverebbe nel nostro paese rischiando la vita.
La realtà e che una volta arrivati in Italia i clandestini trovano lavoro nelle campagne, vengono sfruttati e maltrattati, in alcuni casi addirittura pestati a morte. Cosa è successo dopo l’inchiesta pubblicata sul settimanale L’espresso “Io schiavo in Puglia” di Fabrizio Gatti? Tutti presero distanze da quella situazione, il mondo politico si mostrò scandalizzato. Eppure tutti sapevano quello che succede in estate non solo in Puglia ma in molte zone d’Italia. Perché non si interviene?
Mi verrebbe l’idea che questo sfruttamento è necessario all’economia dell’Italia per avere un prezzo più competitivo sul mercato internazionale delle conserve nel caso della Puglia, dei latticini nel caso della Campania. Ci si risparmi le maniere dure, ancora una volta si dà l’idea che l’unico strumento necessario sia quello della forza estrema. La forza estrema è necessaria per tutti quelli che non vogliono lasciare il governo di questo paese malgrado non riescano a far rispettare i diritti fondamentali di un paese civile. Perché se durante l’estate vediamo bambini che camminano sulle spiagge sotto il sole vendendo oggetti e portando pesi, non possiamo ritenerci un paese civile ed è giusto che almeno politicamente qualcuno ne sia responsabile.



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