Non ricordo bene come si chiamasse ma ricordo che il bimbo che lo dirigeva metteva il braccio in avanti con il palmo rivolto verso il basso, e poi chiamava i gusti: “torta al gelato con limone!” e tutti i bambini a cui piaceva la torta a gelato col limone correvano verso il braccio teso a mettere il dito sotto il palmo. Mettevo sempre il dito accanto a quello della bambina di cui ero innamorato. Uno dei tanti modi per farmi notare.
Non continuammo per molto a fare questo gioco, anche perché diventammo grandi. Ma se per alcune scelte avevo dei dubbi che mi portavano a seguire la persona a cui volevo bene, sulla scelta del colore non potevo mentire. Il mio colore preferito era il giallo e le nostra corsa si divise.
Tutt’ora ritengo che il giallo mi affascini in un modo particolare e le opinioni hanno altre materie, col tempo più chiare. Così mi ritrovo in discorsi su holding create per frodare il fisco, tangenti, corruzioni da parte di esponenti politici. La mia corsa sarebbe stata verso il braccio che avrebbe condannato queste persone. “Tu, al loro posto, avresti fatto la stessa cosa!” mi accusano. Ma una volta unito il dito sotto il palmo la scelta è fatta, non puoi più trattare. Se io facessi la stessa cosa dovrei essere punito. Ci sono delle scelte a cui non si può sfuggire, queste non sono discutibili. Non hanno delle attenuanti né delle deroghe.
Creare società fittizie per far uscire denaro dall’Italia è un reato e dovrebbe essere punito, allo stesso modo pagare tangenti per avere appalti pubblici. Concorrere con la mafia o corrompere i giudici.
Ma ascoltando l'opinione di molti capisci che una cosa è vera: quando si è giovani si è più onesti, col crescere si diventa molto più opportunisti. E in fondo quello era solo un gioco da bambini.


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