Non c’è finanziaria né dpef che tenga, al ritorno dalle vacanze i costi continueranno ad incrementarsi. L’inflazione è cresciuta del 3,8%, le tasse sono aumentate, la spesa pubblica è stata decurtata, gli introiti sull’IVA sono vertiginosamente calati, e quest’ultimo aspetto segnala una ripresa dell’evasione fiscale. La politica non è funzionale alla ripresa del paese. La soluzione è stata ricercata nella spesa delle famiglie per far circolare il danaro, un errore: la soluzione è nel contenimento dei costi dei prodotti. I costi troppo alti scoraggiano gli acquisti soprattutto in periodi incerti come quello che stiamo vivendo. E ancora il risanamento non può avvenire solamente con la tassazione, errore che aveva fatto anche il precedente governo, ma deve avvenire attraverso gli investimenti e la crescita. E quindi si dovrebbe ridurre i prezzi di produzione nel comparto industriale e le tasse sul lavoro.
In periodi di crisi economica si dovrebbe cercare di creare una collaborazione tra i maggiori economisti nel paese, l’Italia ne vanta molti e uno di questi probabilmente avrà il Nobel a breve. Invece a governo si è riproposto un personaggio che fallì in un suo precedente mandato quando a causa di una politica fiscale espansiva si incrementò il debito pubblico.
Quando la carica del sole estivo svanirà con le prime piogge d’autunno, gli italiani si troveranno a districarsi tra gli aumenti delle bollette, dei beni di prima necessità e di nuove tasse che gli enti locali dovranno inventarsi per far fronte ai tagli. Qualcuno potrebbe non farcela.


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