"Mirate in alto, calciate lontano: se andate a caccia di stelle può darsi che non le troviate, ma non tornerete con un pugno di fango".(Gibran)

martedì 8 gennaio 2008

Nuovo commercio, vecchia guerra


Le informazioni devono essere strettamente personali la motivazione è ovvia: la sicurezza del contingente. Non so che tipo di missione si vada a fare in quella zona. Peace teaking o peace keaping, il termine guerra non viene mai nominato dal ministro degli esteri o qualsiasi altro organo politico all’inizio delle operazioni ma viene recepito all’istante.

Secondo il ministero della difesa ci sono tre operazioni in Afghanistan: EUPOL AFGHANISTAN, ISAF HQ - International Security Assistance Force Headquarters e RC-C - Regional Command Capital a Kabul e RC-W - PRT – FSB. Tutte pacifiche.

Mi ritorna in mente un episodio accaduto quando frequentavo il liceo, il preside di un altro istituto fece ritirare la bandiera della pace issata da giovani studenti all’inizio proprio di quella guerra. La considerò un gesto politico. La pace è un valore che dovrebbe essere radicato in un paese civile. In un paese civile non esiste fare guerra, si fa commercio. La guerra è sintomo di debolezza. Quando uno dei più grandi paesi al mondo non riesce a competere con le risorse di un altro, non ha invettiva e carattere per accrescere il PIL fa la guerra per sopraffare l’altro paese. Chi non riesce con l’intelletto ovvia con la prepotenza. L’Italia in tutto questo è uno strumento.

Migliaia di giovani italiani ogni anno partecipano a queste pseudo pacifiche operazioni militari frutto di una incapacità di fare politica della nostra classe dirigente.

Non so di quale di queste tre operazioni faccia parte Carmela ma spero che questi angeli che lunedì partiranno per Kabul vada tutto bene e riescano a portare amore in una terra che ha conosciuto per molto tempo solo odio.

sabato 5 gennaio 2008

Fiumi di rifiuti - Il Seguito

Abbiamo già parlato, non molto tempo fa, dei fiumi di rifiuti che riversano lungo le strade di Napoli e provincia e del problema dei rifiuti in Campania. A distanza di tempo nulla è stato ancora risolto.

Eppure ricordo il sindaco di Napoli Iervolino il 10 Luglio scorso tutta contenta annunciare che il problema dei rifiuti a Napoli era ormai lasciato alle spalle. Evidentemente fu colpita dalla diffusissima sindrome berlusconiana. Fatto sta che quando molto coraggiosamente scrivemmo che l'unica soluzione per una classe di incapaci è la soluzione peggiore non dicemmo il falso.
L'Italia è rimasta ai termovalorizzatori perché non investe soldi nella ricerca e non riesce a proporre niente di meno nocivo. Ma la spazzatura lungo le strade che sprigiona diossina è più dannosa delle nanoparticelle. E in una comunità governata da una classe di incapaci si sceglie il male minore. Quindi ripropongo la teoria che la differenziata vada fatta, credo sia un pensiero unanime. Insieme proponemmo il vuoto a rendere. Ed infine per i rifiuti non differenziabili si faccia un inceneritore. Successivamente e solo in seguito politica e finti ambientalisti continuassero ad acciuffarsi, mentre persone più ponderate, nonostante la sciagurataggine della situazione credo ce ne siano, si adoperassero per innovare la tecnologia.
Seppur abbia tentato di non ascoltare le strumentalizzazioni, ciò è stato vano. Così non posso non rispondere alla Lega Nord che manifestava il proprio dissenso distaccando materialmente la propria regione dalla Campania sentendosi defraudati. Il problema dei rifiuti è un problema nazionale e lo è ancora di più Lombardo poiché da quelle zone provengono le scorie radioattive illecitamente sotterrate in suoli campani. Chi è che può sentirsi defraudato?
Ed infine in risposta a al coordinatore regionale di AN Landolfi, avrei piacere che Bassolino si dimetta ma il problema non ha colore politico. Iniziò proprio con un esponente di AN Rastrelli ed il problema si aggravò di molto con il commissariato di Catenacci di FI.
In realtà la piramide di Bassolino non cadrà sotto i cumuli di spazzatura e purtroppo neppure la complicità degli oppositori.

martedì 1 gennaio 2008

Essere competitivi

Foto da folklorenapoletano.blogspot.com

Si è soliti finire l’anno con buoni auspici per il nuovo che verrà. Così scrivo un post con un buon augurio a cui tengo tanto. Farò attenzione a non confondermi con le lettere di autoesaltazione che ho letto di persone più o meno illustri di enti e istituzioni riguardo il bilancio di fine anno e gli auguri per il prossimo. Tutti bravi… naturalmente scherzo.

Ad inizio dell’anno scorso mi stravolse la notizia del primo omicidio annuale a Napoli avvenuto il 6 Gennaio, la camorra aveva migliorato il record. Così per tutto l’anno ho seguito gli omicidi nel napoletano. Sono stati in tutto 120, l’ultimo poco prima di mezzanotte della vigilia di capodanno.

In alcuni casi, la vittima era innocente, negli altri invece faceva parte della criminalità. Il mio augurio per questo anno è che lo stato possa competere con le organizzazioni malavitose e non confondersi con esse facendosi rappresentare da personaggi da dubbia provenienza. Dicevo lo stato deve competere, perché la mafia riesce ad offrire di più. In alcune parti di Italia le organizzazioni malavitose sono come delle istituzioni, le persone si rivolgono ai “Mammasantissima” per ottenere un lavoro, una casa, un prestito. Se un cittadino ha bisogno deve rivolgersi allo stato non alla mafia, è lo stato che deve aiutare ogni singolo cittadino, deve seguire e incentivare la buona educazione dei ragazzi e far si che questi non prendano strade sbagliate. Il mio augurio è che lo faccia già da adesso, questo è l’unico modo meno pericoloso e più efficace per combattere la criminalità.