"Mirate in alto, calciate lontano: se andate a caccia di stelle può darsi che non le troviate, ma non tornerete con un pugno di fango".(Gibran)

lunedì 23 giugno 2008

Gioco scorretto


Pensare ad una redenzione di Berlusconi è stato da ingenui, “per il bene del paese” si sarebbero dovute trovare larghe maggioranze e quindi collaborazione con l’opposizione. Ma con chi gioca scorretto non si può giocare corretto, dopo quindici anni di politica impari come è fatta una persona, non puoi meravigliarti se sei stato nuovamente raggirato.

“Per il bene del paese”, detto da un cittadino qualunque ha veramente significato, l’opposizione non dovrebbe ostruire il governo e collaborare nelle riforme, ma quando si usa impropriamente il potere elettivo, l’opposizione ha il dovere di mettere in discussione l’operato.

Non credo nelle proteste di piazza o meglio non credo dovrebbe farle l’opposizione quando ha la possibilità di fare politica in parlamento. Questa settimana sono stati approvati due emendamenti proposti dall’Idv e dall’Udc in tema di rifiuti, il governo è stato battuto su un tema importante del suo programma(credo importante per i programmi di qualsiasi esecutivo che fosse stato eletto), il partito maggioritario d’opposizione non ha battuto ciglio sull’argomento.

L’ultimo esecutivo, se lo ricordate bene, veniva criticato costantemente per molto meno, per i soli pensieri divergenti all’interno della maggioranza. Per quanto riguarda la politica estera, l’attuale governo all’ora opposizione, costrinse il governo Prodi a chiedere fiducia e votò contro pur se condivideva gli importanti temi riguardo l’Afghanistan e la base di Al Molin. La politica estera di questo governo è alquanto vacillante, la Lega Nord non condivide il pensiero europeista del governo, sarebbe stato normale da parte dell’opposizione richiedere un dibattito e un voto sulla politica estera italiana e tastare la compattezza del governo. Perché dunque arrivare a settembre con una manifestazione di piazza?

mercoledì 4 giugno 2008

Il magliaro


Quando hai tre mele, diceva qualcuno, non puoi dividerne quattro specialmente quando hai intenzione di trattenerle tutte per te.

Avevamo aspettato con ansia i provvedimenti che il pdl aveva promesso di adottare in campagna elettorale riguardo alla crisi dei mutui. Ed eccoli arrivare. Una delusione per quanti avevano creduto alle millanterie pre-elettorali di Giulio Tremonti. Gli aiuti alle famiglie si sono risolti in un pagamento degli interessi al termine del pagamento dei mutui con i rispettivi interessi ovvero gli interessi sugli interessi. I provvedimenti quindi non prevedono benefici di 800 euro figuriamoci di 1200 come si prospettava. E cosa ancor più giusta da attuare, da parte di un governo coscienzioso, non convertono il mutuo da variabile a fisso. Ciò vuol dire che se i mutui dovessero aumentare le rate aumenteranno con esso. Intanto qualche malpensante si chiede in che modo vengano spesi i 20 milioni promessi dal governo a favore delle famiglie disagiate a causa dei mutui.

La prima mela viene trattenuta con la riduzione della rata del mutuo ma con l’allungamento della durata del prestito che può, come già detto, incrementarsi. I vantaggi sembrano più per le banche che per i mutuatari.

La seconda mela è stata definita Robin Hood Tax. Riporto un commento di Debora Billi, molto significativo: la Robin Hood Tax ha scarsissime possibilità di servire a qualcosa... e forse proprio per questo sarà serenamente approvata.

Tutte le multinazionali petroliere non operano nel nostro territorio, in Italia non ci sono petrolieri o meglio una società petrolifera c’è: l’ENI che è proprietà del 30% dello stato. Quindi ne conseguirà che la Robin Tax la pagherà…

La prossima mossa del governo dovrebbe essere la riduzione dei costi delle bollette, mi vengono in mente costi impropriamente pagati fino ad oggi come il cip6, il canone fisso del telefono, le privatizzazioni idriche. Rischieremmo di rimanere delusi se auspicassimo qualcosa di buono.